Omicidio di Marco Vannini: costume, canotta e scarpe erano nella stanza di Martina • Terzo Binario News

Omicidio di Marco Vannini: costume, canotta e scarpe erano nella stanza di Martina

Set 24, 2015 | Cerveteri, Cronaca, Ladispoli

marco vanniniSul caso Marco Vannini emergono ulteriori foto e con queste ulteriori dubbi su quanto sia avvenuto la tragica notte  in casa dei Ciontoli. Foto ed elementi che sembrano contrastare alcune parti della deposizione di Antonio Ciontoli, unico accusato al momento dell’omicidio di Marco.

Delle foto esclusive mostrate dal programma “Chi l’ha Visto?” testimoniano chiaramente la presenza in casa Ciontoli degli indumenti di Marco, che a lungo sono stati cercati e reclamati dalla mamma del giovane, Marina, ed i suoi famigliari. Parliamo della canotta da bagnino di Marco e del costume bianco e celeste che sono comparsi in una foto scattata dai RIS nella camera di Martina. Nella stessa stanza ci sono anche le scarpe da ginnastica di Marco sulle quali risulterebbe essere presenza traccia di polvere da sparo.

Si può pensare quindi che le scarpe siano state portate lì dopo il drammatico sparo, oppure che il bagno non è il luogo nel quale è partito il colpo. Stessi dubbi anche sulla canotta ed il costume. Marco si è spogliato in camera di Martina per poi andare a fare la doccia percorrendo nudo il corridoio in una serata con così tante persone a casa?

Forti dubbi, e conferme tecniche, invece riguardano l’eventualità dell’esplosione accidentale del colpo di pistola che ha ferito a morte Marco. Un esperto della Polizia a domanda diretta ha dichiarato che le armi recenti, come quelle in possesso del Ciontoli, sono molto sicure e che nella sua carriera lavorativa non gli è mai capitato di appurare la partenza accidentale di un colpo. Confermata la forza necessaria per attivare il grilletto, secondo l’esperto superiore ai 2 kg.

Giallo invece sulla questione delle impronte mancanti sull’arma da cui è stato dichiarato sia partito il colpo. Anche su questo l’esperto della Polizia ha dichiarato che è altamente improbabile che dopo l’utilizzo dell’arma non vi siano neppure frammenti di impronte digitali. Un’eventualità del genere potrebbe accadere se si spara con un guanto oppure si ripulisce l’arma.

Il prolungarsi delle indagini e del silenzio della Procura nel frattempo sta generando effetti collaterali sull’opinione pubblica. Da un lato i genitori e gli amici di Marco soffrono della mancanza di una verità e vivono ormai da 4 messi in balia di informazioni frammentarie che probabilmente avvolgono ancor più nel torbido le cause della morte di Marco. Uno strazio che mette a dura prova le teste di mamma Marina e papà Valerio.

Difficile pensare che a distanza di 4 mesi non siano già pronte tutte le perizie per poter trarre dei primi provvedimenti. Ma il protrarsi di questa attesa potrebbe testimoniare che gli inquirenti hanno forti dubbi rispetto alla ricostruzione fatta da Antonio Ciontoli nella sua deposizione, dubbi confermati da molte evidenze al momento emerse.