Mentre la nostra città è avvolta dal fuoco, anche altre zone italiane bruciano. Dunque, potremmo tutti pensare che non ci sia nessun disegno criminoso ma solo fatalità e coincidenze. Sarebbe lecito, ma non troppo, credere che tutto questo sia solo qualcosa di generale probabilmente dovuto al caldo allucinante di questi ultimi giorni. Potremmo pensare che Ladispoli sia solo accidentalmente ”capitata” tra le fauci del Mostro che la sta divorando, ma sappiamo tutti che non è affatto così. Mettiamo da parte tutto il resto e proviamo a riflettere.
Ladispoli è sotto attacco da parecchie ore, ormai. Il fuoco è stato appiccato nei luoghi simbolo della città distruggendo ettari di terreno, natura e riserve importanti. Attaccata l’Oasi Naturale di Palo Laziale e, contemporaneamente, la storica Palude di Torre Flavia. Non è stata risparmiata la zona del Boietto e nemmeno quelle che costeggiano l’Aurelia, Cerenova e San Nicola.
Ha tutto inizio una Domenica mattina apparentemente come tutte le altre.
Il vento è parecchio forte ma questa volta non ci destabilizza più di tanto. Mentre c’è chi si trova al mare e chi è con la propria famiglia per le vie della città, arrivano le prime segnalazioni. Il fumo comincia ad essere visibile a tutti e l’inconfondibile odore acre è sempre più forte. Si comincia a capire qualcosa, un po’ ci si spaventa ma il tempestivo arrivo dei soccorritori ci tranquillizza.
Passano le ore e mentre autorità, Vigili del Fuoco e Volontari della Protezione Civile sono sul posto a fronteggiare il gravissimo incendio avvenuto a Palo Laziale, sotto assedio anche la Palude di Torre Flavia. No, c’è qualcosa che non quadra.
Tutte le entrate di Ladispoli sono state deviate e attaccate: quella Sud del Bosco di Palo e quella Nord nei pressi di ”Carabetta” che, certamente, non è stata risparmiata. Sono compromessi anche gli accessi da Cerenova, Torre Flavia e quelli da San Nicola, come avremmo potuto vedere appena poche ore dopo.
In tana. Da Ladispoli non si esce e non si entra.
Nel tardo pomeriggio, in tilt anche il traffico ferroviario: sono migliaia le persone che aspettano l’arrivo di bus sostitutivi.
Continuo a credere che ci sia qualcosa che non torna ma poi ci ripenso e mi convinco che probabilmente quelle alle quali il cervello mi stava portando avevano solo l’aspetto di inutili congetture. Passa il tempo e aumentano i disagi: a quel punto mi rendo conto che ciò che ognuno di noi cominciava a credere non erano solo ipotesi.
Un attacco ben preciso al cuore ed ai simboli di una cittadina che da pochissime settimane aveva ricominciato a vivere. Piromani professionisti? Sicuramente gente con le spalle larghe sempre un passo avanti a tutti.
Mappature ben precise e un disegno criminoso che pochi avrebbero potuto effettuare. Fattore importante è la conoscenza del luogo, del punto da mettere sotto assedio e del momento giusto nel quale farlo: nulla di ciò è sfuggito agli attenti autori dei misfatti perché sapevano esattamente dove, come e quando attaccare. Inoltre erano a conoscenza del fatto che, vicino alla Stazione, i treni sarebbero andati in Tilt, di Domenica poi, all’ora del rientro, ancora meglio.
La criminologia insegna che il piromane, dopo aver appiccato l’incendio, rimane nelle vicinanze semplicemente perché sente il bisogno di assistere allo spettacolo da lui messo in atto, traendo il piacere più assoluto dalle fiamme che divorano il contorno. Immagino, dunque, che fosse ancora lì colui che ha distrutto gran parte della natura di questa città, ma poi penso che probabilmente quello non sia il classico piromane, piuttosto qualcuno mandato per destabilizzare noi e una città che aveva da poco respirato l’aria di cambiamento e, finalmente, stava cominciando una nuova avventura. Leggo che mozziconi di sigarette e sterpaglie non curate avrebbero potuto creare tutto questo disagio e mi dico che non è possibile. Subito dopo, le notizie degli inneschi. Non è un caso, perciò non cercate di pensare che lo sia. Per una volta, una sola volta, apriamo gli occhi. Hanno tentato di chiuderceli più volte in questi ultimi anni, ci hanno drogato di menzogne e ci hanno raccontato storie che di veritiero avevano ben poco. Ci hanno sempre avuto in pugno e ogni tanto qualcuno torna a ricordarcelo anche ora che abbiamo scelto di voltare pagina.
E’ chiara la mano ed il disegno criminoso che si trovano dietro tutti questi avvenimenti così minuziosi e fatali così come è palese, secondo la mia modestissima opinione, che sia stato un attacco diretto, premeditato e studiato nei minimi dettagli.
Con l’odore acre ancora nel naso e su gran parte dei vestiti, concludo sperando che l’inferno che abbiamo conosciuto possa finalmente cessare.
Ringraziamo di cuore tutti i volontari della Protezione Civile e i Vigili del Fuoco per il loro prezioso lavoro e l’amministrazione Comunale che opera in prima linea da ieri, senza mai fermarsi.
Non ci butterete mai giù perché troveremo sempre la forza di rialzarci e lo faremo tutti insieme, benché ci sia ancora chi tenta di dire il contrario.
Romana Ciancamerla
