Un’insegnante racconta il “diversamente giardino” di Ladispoli con i fiori all’uncinetto
“Questa rosa mi è stata regalata dalla nonna di una mia alunna. Durante la didattica a distanza, intravedevo i fiori del suo giardino e scambiavo con Lei, poche, cordiali, parole”.
“Lunedì sono stata a casa sua. I fiori che avevo immaginato, erano nulla rispetto a ciò che ho visto. A partire già da fuori il cancello, un insieme di colori e forme hanno attratto la mia attenzione. Dentro, a circondare quasi tutta l’abitazione, i fiori e le piante sempre verdi, si intrecciavano ad alberi di limoni, mandarini e albicocche. C’era anche l’uva, che seguiva un percorso morbido e orizzontale, fino ad incontrare le more e i gelsi”.
“Un albero di olive si univa ai rami di orchidee in modo originale quanto imperfetto. Esattamente così. L’imperfezione del non organizzato secondo le solite geometrie, dava a quel giardino un’aria insolita, affascinante, misteriosa. I miei occhi cercavano un inizio e una fine, impossibili da trovare. Cercavo di definire anche l’orto, ma l’insalata era più bella di una rosa e la melanzana sembrava un divertente fuori programma. Tre tipi di basilico, due di peperoncino, e immensi cavolfiori si mischiavano ad una pianta che sembrava più finta della rosa ad uncinetto, magnifica e maestosa”.
“Potrei continuare per ancora tante parole, ma ho paura di sminuire ciò che mi porterò sempre nel cuore e negli occhi. In uno spazio di una casa del Miami, carina come tante, c’era l’impensabile. Il tutto che diventa particolare per poi ricongiungersi con lo stesso. All’infinito. Senza un ordine se non quello che dettato dall’amore per le piante”.
