Riceviamo e pubblichiamo da un lettore – “Un poeta L. Grassi ha composto l’allegata poesia :
Sulla riva del mare c’è un cartello
scritto in grande, stampatello:
E’ VIETATO NUOTARE,
E’ VIETATO REMARE,
E’ VIETATO PESCARE.
E’ vietato perché?
Perché il mare è inquinato.
Ma non era meglio un’altra rima
e farla prima?
”Chi inquina il mare
la deve pagare”.
Frequentando ,con la mia famiglia, il mare di Marina San Nicola ho notato che, dovrebbero pagare, anche, coloro i quali omettono i compiti di controllo e di verifica imposti dal ruolo che rivestono. Nel corso di questa estate non abbiamo visto, sulle spiagge di Marina San Nicola, alcun cartello di divieto di balneazione e/o di uso delle spiagge nonostante che l’Ordinanza di Sicurezza balneare della Capitaneria di porto di Civitavecchia preveda il divieto di balneabilità “a distanza inferiore a 100 metri dalla foce dei fiumi, canali, e collettori di qualsiasi genere.
Nel tratto di spiaggia libera, frequentato da molti minori compreso tra piazzale Diana e largo la Lucertola, non si possono non notare ,in questa estate così, piovosa, tre grandi tubazioni ,poste sotto il muro della passeggiata, non chiuse, che scaricano liquidi ,di incerta consistenza e provenienza, che si riversano prima sulle spiagge e successivamente in mare”.
Gaetano Minasi
