Ha fatto clamore l’intervento di Oliviero Toscani che in maniera forse troppo dura, e a tratti ingenerosa, ha classificato Ladispoli tra le città urbanisticamente più brutte del paese.
Ma le sue parole non giungono nuove. Infatti negli ultimi mesi Ladispoli ha incassato dalla stampa nazionale altri brutti apprezzamenti come quelli in occasione della scomparsa di Laura Antonelli.
Il sindaco di Ladispoli Crescenzo Paliotta ha in entrambi i casi difeso la sua città, anche se molti cittadini hanno in parte accettato le critiche arrivate.
Per analizzare un po’ Ladispoli è necessario uscire dallo schema politico, dalla strumentalizzazione tra giudizi negativi ed attuali amministratori. Fatto questo, è innegabile dire che lo skyline offerto dalla città è tutt’altro di quello che ci si aspetta da una cittadina turistica di mare. Se quartieri della città hanno abitazioni di 1 o due piani, il panorama è deturpato soprattutto da zone dove il numero di piani arriva addirittura a 7 o 8, frutto di un periodo in cui il cemento regnava indiscriminato. Se si guarda a quelle zone, a quei palazzi, è difficile difendere Ladispoli dalle critiche di Toscani.
Nel tempo poi si sono accumulate delle consuetudini e delle concessioni per le quali l’occhio del ladispolano si è abituato, ma per le quali l’occhio di chi viene da fuori viene distratto. Basti pensare ad esempio alle gru dei rimessaggi nella zona di Torre Flavia, zona tra l’altro sotto il mirino della Guardia di Finanza per altri abusi sempre nei confronti del paesaggio.
E’ difficile trovare su tutto il litorale città nelle quali si concede ai rimessaggi di portare in mare le barche con le gru utilizzate nel settore edilizio, qualcosa del genere esiste solo a Civitavecchia per il carico dei container. Una bruttezza unica sul lungomare che cozza incredibilmente con i bei monumenti offerti dal litorale di Ladispoli: Torre Flavia da una parte, ed il Castello Odescalchi a sud, nei pressi di Palo Laziale.
Se alle doverose smentite ai cattivi giornalisti che criticano Ladispoli si aggiungessero provvedimenti per ripristinare il giusto decoro al lungomare ed alla città, forse si eviteranno nel futuro prossimo altre brutte figure.
Esulando da qualsiasi giudizio politico Ladispoli ha da anni un sindaco che conosce molto bene la storia della città e che è molto legato a questa. Lo si scopre subito, scambiate con lui le prime parole. Un uomo di cultura che ha aggiunto ai ricordi di una vita vissuta a Ladispoli, lo studio delle origini di questa città. Per questo mi si consenta con un editoriale, che condivido con i lettori del giornale, di lanciare un appello chiedendo un impegno per questi ultimi mesi di mandato: si cominci dal lungomare a migliorare il decoro urbanistico di Ladispoli.
Comprendo bene che è difficile sdoganare usi e consuetudini acquisite, ma sono certo che a Ladispoli ci sono molte persone sensibili a questo tema che non avrebbero problemi, come me a riconoscere il merito di provvedimenti in questa direzione.
