Approvati in consiglio il 30 dicembre scorso avevano generato non pochi malumori. Parliamo dei debiti fuori bilancio del Comune di Ladispoli. Su questo tema nei giorni scorsi il Comitato per la Legalità aveva scritto ai consiglieri comunali ed al segretario generale per avere chiarimenti sulla legittimità. La risposta è arrivata a pochi giorni dalla lettera (SCARICA LA RISPOSTA)
Soddisfatto per la risposta il presidente del comitato Santo Fabiano. “Ringraziamo il segretario generale per la risposta, che è tempestiva ed esauriente. E soprattutto, a differenza del passato, manifesta la serietà di chi la scrive, non sottraendosi alla richiesta di chiarimento.”
“La nota richiama le disposizioni di legge, non poteva essere altrimenti, che definiscono il ricorso al “debito fuori bilancio” come una “violazione formale delle norme di contabilità”, per le quali è richiesta, infatti, la “sussistenza dei requisiti oggettivi richiesti
Siamo certi – continua Santo Fabiano – che il Comune non intenderà che la “violazione formale delle norme di contabilità” possa considerarsi una prassi normale. Così come siamo certi che chi ha attestato la “sussistenza dei requisiti oggettivi richiesti” avrà verificato che non vi siano state violazioni, oltre che delle norme contabili, anche delle norme specifiche in materia di appalti e contratti, soprattutto in relazione alle tipologie delle merci e dei servizi, oltre che delle somme, che, probabilmente, avrebbero richiesto l’attivazione di procedure a evidenza pubblica, piuttosto che l’affidamento a imprese di fiducia.
In ogni caso, proprio per apprezzare la cortesia manifestata dal Segretario generale, non abbiamo alcuna intenzione di spingere oltre la questione, rimettendo ogni valutazione agli organi contabili a cui compete il compito di esaminare la questione.
Ci rimane soltanto di manifestare l’auspicio che l’Amministrazione comunale, per il futuro, non senta l’esigenza di dovere ricorrere ad acquisire beni o servizi “in violazione formale delle norme di contabilità” e che siano rispettate le prescrizioni in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione.”
