Riceviamo e pubblichiamo dal gruppo “Ladispoli Città” – “Apprendiamo dai social che anche il sindaco inizia a rendersi conto del degrado in cui versano la città e le spiagge.
Siamo pienamente d’accordo sulla necessità di mettere in campo tutte le iniziative possibili per contrastare l’inciviltà di alcuni cittadini; allo stesso tempo, però, siamo consapevoli che per far questo le difficoltà sono molteplici. Tanto e vero che nella precedente amministrazione, con i risparmi ottenuti dalla differenziata, è stato ampliato il servizio di pulizia e svuotamento dei cestini nei giardini, sul lungomare, nel centro città e nei punti di maggiore aggregazione. Questo per dare un segnale ai cittadini che, pagando regolarmente le tasse all’Ente, hanno il diritto di vivere in una città pulita e decorosa. Tale servizio veniva fornito tutti i giorni lavorativi dell’anno. Oggi, invece, nonostante lo stesso servizio aggiuntivo sia pagato dai contribuenti, dobbiamo constatare che non viene eseguito dalla ditta che gestisce la pulizia del suolo pubblico (…) di conseguenza non pagato. Cosi facendo il Comune incassa dai ladispolani € 400.000,00 che, di fatto, non spende. Se l’amministrazione Grando non aveva intenzione di mantenere attivo questo servizio perché non ha defalcato la relativa spesa dalle bollette dei cittadini?
La situazione non migliora neanche guardando alle spiagge. È vero che ci sono punti di vero e proprio bivacco in cui, l’accumulo di bottiglie e residui alimentari quasi copre porzioni di arenile ma, anche sulle zone costiere meno esposte, la situazione del decoro e della pulizia non migliora di molto. Per ovviare a questa incresciosa situazione, in passato è stata progettata e contrattualizzata la pulizia delle spiagge per tutto l’anno, con passaggi più frequenti da primavera ad autunno e meno frequenti durante il resto dell’anno, sia per le spiagge di Ladispoli che per quelle di San Nicola. Anche in questo caso, però, nonostante i circa €250.000,00 pagati dai cittadini per la programmazione del servizio di pulizia puntuale delle spiagge, l’amministrazione non va oltre qualche intervento sporadico in prossimità di festività o sagre.
In questo quadro, stiamo ancora aspettando la fantomatica convenzione con i balneari e i detentori di chioschi, che dovrebbe far ricadere su questi soggetti i costi della pulizia delle spiagge pubbliche. Praticamente un servizio pagato due volte che, nella pratica, genera un doppio risparmio al Comune, ma su economie già destinate a questi servizi “fantasma”. Ed eccoci alla seconda domanda retorica di questo articolo: se l’amministrazione non aveva intenzione di pulire le spiagge (o voleva farlo a spese di terzi) perché questa voce non è stata eliminata dai costi in bolletta a carico dei cittadini ?
In chiusura, vogliamo dare un’altra informazione ai nostri concittadini. In virtù del superamento del 65% di differenziata (2017), il secco residuo (indifferenziato) necessita di minori trattamenti da parte dell’impianto che lo riceve. Pertanto, il costo di conferimento, è sceso di €44,00 a tonnellata che, moltiplicato per 5.000 tonnellate l’anno (circa), genera più o meno un risparmio di €220.000,00.
A costo di risultare ridondanti, ci chiediamo e vi chiediamo: perche questo risparmio non ha corrisposto ad una diminuzione delle nostre bollette?
Aggiungendo a quanto detto l’aumento di € 500.000,00 apportato dalla giunta Grando alla TARI, possiamo affermare che il Comune, nel 2018, avrebbe potuto conseguire risparmi in tema di igiene urbana per oltre un milione e trecentomila euro!
Se la situazione di degrado in cui versa la città deve trasformarsi da “temporanea” a “permanente” allora sarebbe forse valsa la pena praticare l’abbattimento di questi € 1.370.000,00 e far risparmiare alle famiglie di Ladispoli circa € 50,00.
Certo, se queste sono le premesse, chissà cosa dovremo aspettarci dal nuovo progetto di igiene ambiente che – tanto per ricordarlo – costerà alla nostra comunità altri quarantamila euro”.
