La Web Radio dell'istituto Mattei tiene gli studenti uniti • Terzo Binario News

La Web Radio dell’istituto Mattei tiene gli studenti uniti

Mag 17, 2020 | Cerveteri, Scuola

“Da venerdì 21 febbraio a causa del rischio contagio da Covid-19 la vita degli italiani è cambiata. All’improvviso, siamo stati quasi obbligati ad assumere la consapevolezza che il rischio di un contagio era diventato una certezza e che la pandemia aveva portato alla nascita di un’altra realtà che ci parlava di riduzione delle attività, obbligo di limitare gli spostamenti, quarantena casalinga forzata, l’isolamento, la principale misura di contenimento del contagio.

Ci siamo ritrovati catapultati in una quotidianità sconosciuta, perché slegata dalle logiche da cui siamo abituati a farci governare, a vivere un tempo che, scorrendo pigro e sonnacchioso, ci ha fatto avvertire prepotentemente l’esigenza di ricercare nuovi passatempi o di riscoprire quelli che avevamo perduto. Ad alleggerire un po’ il clima e fornire compagnia sono arrivate in soccorso la musica e la radio che possono offrire un modo diverso di guardare la vita al tempo del coronavirus. Oggi non è facile che la radio occupi una parte qualsiasi di una nostra giornata, perché abbiamo relegato la diffusione e il piacere dell’ascolto della musica trasmessa da un emittente radiofonica ad un passatempo proprio di altre generazioni. La radio, invece, ha risposto all’appello dei tempi che cambiano con una rapidità inaspettata ampliando e riprogrammando i propri palinsesti, creando un piacevole equilibrio tra lo svago e la necessità di informare. La radio è un modo di fare rete che, nonostante l’ampio utilizzo di internet e smartphone, non solo non muore mai, ma ci guida a rivalutare la differenza tra una diretta Instagram, un programma TV e il semplice valore salvifico della parola, dei testi e delle melodie musicali prive del supporto visivo.

Oggi la radio ha molto da dire per unire chi si sente solo e prova sentimenti di paura, perché garantisce il piacere dell’ascolto costruttivo grazie ad un’informazione utile, un supporto emotivo in un momento di disorientamento dell’intera comunità locale grazie ad uno stretto rapporto con i propri ascoltatori. E se i cittadini hanno bisogno di notizie certe, ma anche di un semplice contatto, di una voce amica, i ragazzi dell’istituto Mattei ne hanno un bisogno maggiore. Quando le scuole sono state chiuse in Lombardia, ingenuamente molti hanno pensato che la situazione che stavano vivendo gli studenti di quella regione non ci riguardasse, se non da lontano. Tutto, poi, è avvenuto in modo troppo rapido per capire che quel mercoledì 4 marzo sarebbe stato l’ultimo giorno di scuola, che i ragazzi sarebbero rimasti lontani tanto tempo dalla scuola e dalla vita che vivevano ogni giorno nel loro istituto. E allora come resistere ad una scuola chiusa ai tempi del Coronavirus? Il team di radio web Mattei si è messo subito al lavoro con entusiasmo per perseguire l’obiettivo di rendere visibile quello che i ragazzi stanno facendo con la loro esperienza di scuola a distanza, cosa pensano, quali percorsi svolgono.

Così abbiamo iniziato ad ideare per gli ascoltatori giochi che puntano sulla loro partecipazione, a cercare di coinvolgere chi ha un talento, una storia da raccontare o semplicemente vuole mettersi in gioco. La maggiore disponibilità di tempo stimola la creatività e con la web radio i ragazzi hanno qualche possibilità in più nel tempo sospeso della quarantena. L’idea è nata proprio per spezzare la noia della reclusione forzata, per stare insieme, raccontare storie e notizie interessanti. Sono i ragazzi in prima persona che, oltre a fruire di qualcosa a cui possono attivamente partecipare, possono produrre dei contenuti. In questo la tecnologia si può rivelare uno strumento molto importante: può permettere di combattere la noia del distanziamento sociale, e la paura che ne deriva, con qualcosa che sprizza vitalità. Infatti, la radio insegna anche ad essere resilienti, a far tesoro di queste brutte settimane che stiamo vivendo per trovare in esse uno spunto di riflessione. Il punto di partenza è stato “Questione di orecchio”, un gioco strutturato in quattro video all’interno dei quali bisognava trovare degli indizi che avrebbero condotto alla scoperta di un personaggio misterioso. I commenti giornalieri sono stati fatti sui canali social della radio dove si potevano visualizzare i video e due persone si sono aggiudicate i premi messi in palio. Ma c’è di più. La condivisione aiuta la riflessione, ed entrambi i vincitori hanno deciso di devolvere metà del premio in una spesa “amica” per offrire un piccolo gesto di affetto a chi in questo momento difficile non riesce tutti i giorni a vivere serenamente. L’intenzione del team della radio era di avviare un progetto a livello sperimentale per tamponare l’emergenza in queste settimane, ma si pensa già di usare questo strumento per creare un’esperienza che potrà accompagnarci nel futuro. La web radio apre tanti possibili scenari: interviste, radiocronache, reportage, inchieste, recitazione o declamazione di brani di poesia o letteratura. È possibile pensare anche a risorse didattiche per il futuro perché lo strumento si presta a tutto.

Il progetto è esaltante: i ragazzi diventano protagonisti condividendo un senso di comunità che ci è stata strappata e che adesso è più che mai necessaria. Quale sarà il destino della scuola il prossimo anno nessuno ancora lo sa, ma inevitabilmente siamo consapevoli che dopo questo periodo la scuola non tornerà ad essere quella di prima. Probabilmente la tecnologia non sarà un’alternativa alla didattica tradizionale, ma una parte integrante. Il futuro potrebbe riservarci un sistema organizzato con un po’ di didattica in presenza e un po’ a distanza. Oggi, però, abbiamo una certezza: vogliamo continuare a fare web radio, uno strumento già presente nell’Istituto Mattei e che permette di far emergere delle competenze nuove, oltre a quelle già acquisite. Chiunque voglia partecipare, studente, docente, non docente o genitore, può farlo contattandoci sui nostri canali social che potete trovare anche sul sito della scuola.

Gabriella Colonna