Precisazione della sindaca cerite circa la presenza del vaso etrusco al museo di Villa Giulia
“Nella giornata di ieri diversi organi di stampa hanno diffuso la notizia della morte di Monsignor Michele Basso, canonico di San Pietro.
Il sacerdote, secondo le ricostruzioni giornalistiche, era un noto possessore di una preziosa quanto prestigiosa collezione d’arte avente fra i suoi pezzi anche una pregiatissima riproduzione del famoso Cratere di Eufronio il cui originale etrusco, sempre secondo la stampa, sarebbe attualmente conservato nel Museo di Villa Giulia.
Mi corre l’obbligo in qualità di Sindaco della Citta di Cerveteri di rettificare questa informazione. L’originale del Cratere di Eufronio è gelosamente custodito nel Museo Nazionale Archeologico Cerite a Cerveteri, dove è tornato per la prima volta nel luogo del suo ritrovamento nel dicembre del 2014, grazie al lavoro dell’amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Alessio Pascucci con il contributo dell’assessore Lorenzo Croci.
Il vaso proviene dal saccheggio di una tomba della necropoli etrusca di Greppe Sant’Angelo, nella zona di Monte Sant’Antonio del comune laziale, avvenuto nel 1971. Dopo essere stato trafugato dai tombaroli e recuperato dopo lunghe vicissitudini giudiziarie e complessi negoziati internazionali, il Cratere è tornato a Cerveteri dopo ben 43 anni e da quel momento non è mai più stato spostato.
Un altro aspetto che mi preme precisare è invece legato a chi può aver eseguito una così meticolosa riproduzione. Cerveteri da sempre è stata terra di straordinari artisti capaci di riprodurre le tecniche più complesse dell’arte Etrusca e non è un azzardo ipotizzare che l’autore della riproduzione possa essere un nostro concittadino. Sarebbe bello, quindi, poter pensare di ospitare nella nostra città anche la famosa riproduzione che adesso è oggetto di tanta attenzione.
La città di Cerveteri custodisce tesori di immensa bellezza e di immenso valore come testimonia l’unicità della Necropoli della Banditaccia, sito mondiale Unesco e Patrimonio mondiale dell’umanità, sarebbe bellissimo poter arricchire questo patrimonio anche con un’opera come la riproduzione del Cratere di Eufronio in possesso di Monsignor Basso”.
Elena Gubetti
