Riceviamo e pubblichiamo una lettera mandataci dalle docenti Francesca Gallozzi, Martina Simonini e Giorgia della scuola “Corrado Melone” di Ladispoli, in merito all’incontro sulla sicurezza in mare tenuto da militari della capitaneria di porto di Civitavecchia.
“In questi giorni tutte le classi della scuola media “Corrado Melone” di Ladispoli, si stanno recando nell’Aula Consiliare del Comune di Ladispoli, messaci a disposizione dal nostro Sindaco Paliotta, per incontrare la Capitaneria di porto di Civitavecchia per ricevere piccole, ma preziose, gocce di sicurezza in mare. Il 28 gennaio è stato il turno delle terze e noi abbiamo avuto come ospiti il sottotenente di vascello Daniela Sutera, sergente Fabrizio Condè e il marinaio Michele Sica”.
“L’incontro – proseguono le insegnanti – è stato introdotto dall’assessore alla pubblica istruzione, Roberto Ussia, che ha salutato gli ospiti e lodato la nostra Scuola per questo modo diverso di fare didattica ed insegnare la sicurezza. La Capitaneria di porto o guardia costiera, è un Corpo altamente specializzato sia sotto il profilo amministrativo che tecnico-operativo per l’espletamento delle funzioni pubbliche statali che si svolgono negli spazi marittimi nazionali. Secondo le norme internazionali, purtroppo non riconosciute da tutti gli Stati, il territorio nazionale si estende sino a dove finisce la placca continentale. La guardia costiera fa parte della Marina Militare Italiana, cioè è un vero e proprio corpo militare e ciascuno di loro, che ha giurato fedeltà alla Repubblica, potrebbe essere chiamato a difendere la Patria in caso di guerra”.
“Il corpo dispone di circa 11.000 persone tra ufficiali, sottoufficiali e truppa (o marinai), con 300 mezzi nautici, ma anche elicotteri, furgoni e auto. Le principali attività della capitaneria si porto sono la ricerca ed il soccorso in mare (con tutta l’organizzazione di coordinamento, controllo, scoperta e comunicazioni attiva nelle 24 ore che tale attività comporta), la sicurezza della navigazione, la protezione dell’ambiente marino ed il controllo della pesca marittima (pescherecci, mercati ittici ed anche i supermercati). I nostri ospiti ci hanno ricordato che il mare è stupendo, ma non perdona gli errori, per questo è pericolosissimo mantenere sempre alta l’attenzione alla sicurezza e ci hanno fortemente consigliato di non essere mai soli in mare!.
“Ad esempio i sub è bene che abbiano un amico in barca e siano sempre legati alla loro boa di riconoscimento per evitare che le barche li “falcino” con le loro eliche (si tratta di una tragedia che purtroppo accade ogni anno). Il sottotenente Sutera ci ha ricordato che il numero per le chiamate per emergenza in mare da non dimenticare mai (soprattutto per noi che viviamo a Ladispoli) è 1530. Parlando di soccorso non si poteva dimenticare la tragedia che vive Lampedusa”.
“Ci è stato così mostrato un video in cui era ripreso il salvataggio di un barcone a 40 miglia a sud-est di Lampedusa che trasportava 230 migranti provenienti dalla Libia, il 15 aprile 2011. Le onde erano alte più di 2 metri e con tre motovedette, una nave della marina e in supporto anche un elicottero è stato effettuato il trasbordamento dei migranti da una “carretta del mare” sui sicuri mezzi della capitaneria. Si tratta di un evento purtroppo molto frequente e i soccorsi sono sempre piuttosto difficili da realizzare per le condizioni del mare che spesso non permettono alle motovedette di avvicinarsi con tutta sicurezza a causa delle onde, per cui i soccorritori mettono in gioco anche la loro vita per salvarne altre”.
“Ma, come ci hanno spiegato i nostri ospiti, ad un marinaio non interessa chi sia la persona in pericolo in mare, il suo obiettivo è solo uno: metterlo in salvo anche a rischio della propria vita. La simpaticissima ufficiale Sutera ci ha quindi parlato della salvaguardia dell’ambiente mare che va protetto e non inquinato, perché molte specie animali sono a rischio di estinzione per come stiamo riducendo l’ambiente marino con la pesca a strascico o con le plastiche gettate in mare. Per degradarsi alcuni materiali impiegano molti anni, addirittura una cicca di sigaretta 2-3 anni; un chewingum 5 anni; una lattina dai 10 ai 100 anni; un sacchetto di plastica oltre 1000 anni; una bottiglia di vetro 4000 anni. Per spiegarci come un gesto stupido come gettare un sacchetto di platica possa uccidere un animale, ci ha ricordato che le tartarughe si cibano di meduse, il problema è che le buste di plastica sono quasi identiche a delle meduse succulente, ma quando vengono mangiate soffocano ed uccidono le tartarughe, mentre le vere meduse proliferano”.
“La sottenente ci ha ricordato che l’Italia ha precise regole per la navigazione (non solo navi o barche, ma anche windsurf, pattini, canoe eccetera) e queste vanno rispettate rigidamente, perché l’acqua è molto pericolosa. In mare, come in strada, ci sono delle regole da seguire, proprio come per auto e pedoni, ma occorre ancora più attenzione perché nelle acque non c’è scritto nulla, mentre sulle strade ci sono i cartelli stradali, semafori e corsie. La prima regola fondamentale è che se ci si trova vicino a un’imbarcazione in difficoltà, si ha l’obbligo di aiutare e chiamare la Capitaneria di Porto”.
“Occorre mantenersi ad almeno 500 metri dalla costa – concludono – per non rischiare di “investire” i bagnanti; la partenza dalla spiaggia delle barche deve avvenire o nelle apposite corsie di uscita o a remi per i primi 300 metri della costa; bisogna rispettare il numero di posti previsti per legge dall’imbarcazione e evitare sovraccarichi; si deve sempre essere dotati di apposita radio e di cellulare per chiamare le emergenze (come il 1530). In conclusione dell’incontro possiamo confermare che è stato veramente molto interessante e istruttivo riflettere sulla difficoltà del lavoro della Capitaneria di Porto, composta da persone speciali che lavorano con passione e che si impegnano perché noi possiamo essere sicuri, ed è stato bello conoscere coloro che ci proteggono in mare, dato che Ladispoli è una città che si affaccia su di esso e la maggior parte di noi in estate fa il bagno in mare, va a pesca o in barca ed è perciò importante essere consapevoli della bellezza di questo mondo, ma anche dei suoi innumerevoli pericoli. Quindi grazie a loro! E grazie alla nostra mitica scuola che si adopera e si impegna per renderci cittadini giusti e ricchi di conoscenza”.

