Riceviamo e pubblichiamo – Cinque sintetici punti per smontare le contraddittorie ricostruzioni di Pascucci circa l’affare Ostilia-Campo di Mare.
1) Il Sindaco uscente Pascucci ha più volte definito una parte della spiaggia del nostro litorale come un “bene privato della Società Ostilia”, citando una sentenza del 2009 basata su una perizia redatta del CTU (consulente tecnico d’ufficio) che, appunto, ridefiniva i limiti della spiaggia e della proprietà privata. Qualcuno ironizza sul fatto che quel consulente oggi sia capolista di una lista civica di Pascucci. Ma non è questo il punto. Le sentenze si rispettano, ovvio, ma è anche legittimo commentarle o criticarle. E di perplessità, rispetto ad una sentenza che di fatto ha consentito di “privatizzare” una fetta della nostra spiaggia, ce ne sono parecchie. Soprattutto se leggiamo cosa dice il Codice Civile all’art. 822 circa il demanio pubblico: “Appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico il lido del mare [942], la spiaggia, le rade e i porti; […].” Oltre a trovare singolare il fatto che il Comune non si sia costituito in giudizio, sarà lecito immaginare che in sede di appello questo semplice assunto possa ribaltare quella discutibile sentenza?
2) Probabilmente la Società che ha vinto la causa nel 2009 si è posta la stessa domanda. E probabilmente è giunta alla stessa conclusione. Ma se questo è vero, cioè se è fondato aspettarsi che in appello la sentenza del 2009 verrà ribaltata, allora è anche normale immaginare che interesse di detta Società sia fare in modo di non arrivare a quell’appello. Sta forse qui il motivo per cui quella Società ha proposto, agli stabilimenti improvvisamente ricadenti sulla sua proprietà, di concedere il permesso di continuare a lavorare in cambio della rinuncia all’appello? Ma soprattutto, se era nell’interesse della Società evitare il ricorso in appello, perché la richiesta, a detta del Sindaco, è stata suggerita dal Sindaco stesso? Che interesse aveva il Sindaco a che gli stabilimenti non ricorressero in appello?
3) Se è vero che l’amministrazione Pascucci aveva a cuore le sorti degli stabilimenti balneari, perché non ha mai preso in considerazione l’ipotesi di un esproprio a fini di pubblica utilità di quel lembo di terra (ossia quello sterrato dove solitamente in estate si parcheggiano le auto)? Può essere un problema di soldi, considerato che avrebbe inciso per una cifra presumibilmente compresa tra lo 0,1% e lo 0,2% del bilancio del Comune?
4) Lo stesso Sindaco Pascucci ha confermato in più occasioni che, a Campo di Mare, siamo in presenza di una lottizzazione priva delle relative concessioni, e quindi, stando alla definizione di legge, si tratta di una “lottizzazione abusiva”. Il Sindaco però afferma che non si può parlare di lottizzazione abusiva finché non interviene una sentenza di un giudice. Ma è proprio così? Leggiamo i commi 7 e 8 dell’Art. 30, del DPR 380 del 2001: “Nel caso in cui il dirigente […] accerti l’effettuazione di lottizzazione di terreni a scopo edificatorio senza la prescritta autorizzazione, […] ne dispone la sospensione. […] Trascorsi novanta giorni […] le aree lottizzate sono acquisite di diritto al patrimonio disponibile del comune […].” Non siamo quindi noi a smentire la ricostruzione di Pascucci, ma la legge. Non è vero che serve per forza la sentenza di un giudice, ma è nella responsabilità del dirigente accertare la presenza o meno di una lottizzazione abusiva e intervenire secondo le prescrizioni di legge, ossia disponendo la demolizione o l’acquisizione al patrimonio comunale. Il dirigente ha mai fatto questi accertamenti?
5) Nella relazione illustrativa della Variante Generale al PRG, è stato inserito un capitolo dal titolo “waterfront urbano e territoriale”, che sulla mappa è rappresentato da una forma ellittica che ricomprende l’intera zona di Campo di Mare. Nella relazione si parla di “sviluppo urbano armonizzato”, lasciando intendere ipotesi di nuova urbanizzazione. In altre parole: nuove case. Il sospetto è che si vorrebbe, per questa via, arrivare a sanare l’intera situazione urbanistica di Campo di Mare. Ma come è possibile sanare un reato, quello della lottizzazione abusiva, che non è sanabile né prescrivibile?
Non per fare facili battute, ma la storia di Campo di Mare raccontata da Pascucci… continua a fare acqua da tutte le parti. Il problema non è nella riqualificazione dell’intera zona, ma nel rispetto della legalità in una vicenda tanto complessa e controversa da aver tenuto in ostaggio per interi decenni, condannandolo ad un degrado inaccettabile, l’intero nostro litorale.
Juri Marini (Pd): “La storia di Campo di Mare raccontata da Pascucci… fa acqua da tutte le parti”
