Jovanotti cacciato dal provincialismo politico • Terzo Binario News

Jovanotti cacciato dal provincialismo politico

Dic 20, 2018 | Ladispoli

di Francesco Scialacqua

Le beghe di Ladispoli non sono l’ombelico del mondo. 

É racchiuso in questa frase il senso della figuraccia internazionale che ha fatto la città di fronte all’opportunità di avere un artista come Jovanotti. 

La caccia ai colpevoli che sta imperversano in queste ore ne è ulteriore conferma. 

Se Jovanotti ha deciso di cancellare la data ladispolana non è per il fratino o per la Palude, ma è perché un artista di quel calibro non sarebbe mai entrato in una disputa provinciale. 

Mantenere il concerto a Ladispoli non sarebbe stato difficile, bastava dare un piano B senza mostrare nessun muscolo contro chi legittimamente ha espresso preoccupazione. 

A Ladispoli tutto viene fatto contro qualcuno.  Guerre tra istituzioni e presidi,  guerre tra cittadini per l’intitolazione di piazze,  continua lotta contro la stampa. Metodi buoni per la contesa del consenso interno ma ottimo per allontanare dalla città chi in queste vicende non ha interesse ad entrare. 

Nelle ultime ore prima l’accusa ai giornali di dar voce a chi dissente dal concerto (in alternativa dovremmo macchiarsi di censura?) poi spostare il dibattito sul chi vuole Jovanotti ama la città,  chi non lo vuole la odia.  Jovanotti non aveva alcuna voglia di schierarsi nelle vicende locali.  Lui veniva a Ladispoli per far festa e se una festa doveva accontentare qualcuno è scontentare altri non ha senso. 

Nel tutti contro tutti, Ladispoli rischia di cadere nel dimenticatoio. 

La politica, tutta,  ne tragga le conseguenze senza cercare capri espiatori.