“Generazione di giovani che scansano il sacrificio, votati al minimo mezzo.Generazione che le sue passeggiate le fa al centro commerciale anche se non gli serve nulla.
Generazione che non ha mai camminato sulla terra, in montagna o nei boschi.Generazione che teme il freddo, il caldo, la scomodità e la responsabilità. Generazione che sovente non aiuta neanche nelle faccende domestiche i propri genitori.Generazione che anche nel lavoro non accetta la gavetta.Generazione a testa china su pezzo di vetro e plastica o seduta davanti ad uno schermo.Generazione che spesso cerca evasione nella chimica piuttosto che nelle esperienze.Generazione che vive in sostanza tutto al medio e che però non si tira indietro dinanzi ad una giornata di “lavoro” estenuante per un panino e un cappello, per vedere questo o quel cantante.Il messaggio che “se non puoi pagare il biglietto lavora per vederlo” ben si inserirebbe in una generazione che conosce il lavoro ed il sacrificio forse (e nessuno accetterebbe in quel caso), ma nei nostri giovani rasenta l’aberrazione e la sconfitta della società.Perché non ci sono tanti giovani che si alzano alle 7 di sabato per donare il sangue, o che sacrificano mattinate per un gesto finalizzato unicamente al bene comune, non ci sono tanti giovani che difendono una loro coetanea minacciata dall’ultimo balordo per strada, ed alcuni non lo farebbero neanche per la loro sorella, perché “hanno da perdere”.Aprite gli occhi giovani, non accettate la levataccia solo per vedere un cantante o per fare la fila ai saldi del centro commerciale.Alcuni giovani non sono così, e io lo so bene per fortuna, ne ho decine di esempi intorno. Ricordate che “nei momenti felici la gioventù di una grande Nazione prende gli esempi, nei momenti difficili li dà”!
Francesco Rossetti
