Il parco di Santa Marinella chiude per ferie e diventa inaccessibile • Terzo Binario News

Il parco di Santa Marinella chiude per ferie e diventa inaccessibile

Set 10, 2025 | Politica, Santa Marinella

Con l’attività sospesa interdetti anche l’area verde e i giochi per bambini

Benvenuti a Santa Marinella, dove il concetto di “pubblico” ha finalmente trovato la sua vera vocazione: essere privatissimo.

Il parco comunale? Non è della città, non è dei cittadini, non è nemmeno dei bambini. È del barista. Il quale, da uomo libero, fa ciò che vuole: apre, chiude, va in ferie. E con lui vanno in ferie pure le altalene, le panchine, gli alberi e perfino l’ombra.

Proviamo a immaginare la scena a Roma: al Pincio arriva il cartello “chiuso per ferie, ci vediamo dopo le vacanze”. Oppure a Villa Pamphili: jogging sospeso, picnic annullati, cani disperati, perché il chioschetto non ha fatto la scorta di ghiaccioli.

O, ancora meglio, a Parigi: le Tuileries sprangate perché il barista ha preso l’Ouigo per la Costa Azzurra. E i turisti? “Merci, tornate in ottobre”.

Invece a Santa Marinella non è satira: è ordinaria amministrazione. Qui il bene comune si misura in tazzine. Finché il caffè scorre, il parco è vivo. Quando il barista stacca, il Comune stacca la spina. È il trionfo della logica balneare: se il bagnino si prende un giorno libero, niente bagno. Se il barista si prende due settimane, niente parco.

E guai a indignarsi: ti spiegano che “si è sempre fatto così”. Un po’ come dire che se tua nonna fumava in ascensore, allora fumare in ascensore è tradizione. Le istituzioni, quelle che dovrebbero difendere il pubblico, non si accorgono nemmeno della barzelletta. Anzi, probabilmente pensano che sia un modello virtuoso: finalmente la spesa pubblica si abbassa. Perché assumere personale comunale quando basta un barista multitasking? Tira giù la serranda, e oplà: il parco non esiste più.

È la perfezione dell’italianità: il bene comune subordinato alla moka, il diritto alla città regolato dal turno ferie. Altro che i fasti del Pincio o la grandeur delle Tuileries: qui siamo alla repubblica delle macchinette del caffè.

I cittadini, intanto, restano davanti ai cancelli chiusi, a guardare dentro come bambini a cui hanno tolto il giocattolo. Solo che non c’è nessuno che spieghi loro che no, non è normale. E che un parco non è un bar, e un diritto non va in vacanza.

Braccio da Montone