CERVETERI- “Ormai è tutta l’estate che sulla spiaggia, dal parrucchiere, con gli scout o al supermercato più persone mi fermano per chiedermi, allarmati, cosa succederà a settembre nelle scuole e il terrore dell’ideologia Gender.” Inizia così il lungo intervento del dirigente scolastico, Velia Ceccarelli, dell’Istituto comprensivo Salvo D’Acquisto di via Settevene Palo, a Cerveteri, che comprende altri due plessi, d’infanzia e primaria. Molte illazioni, indignazione, polemiche alla notizia che si è diffusa e ha dilagato a macchia d’olio che nel Ddl cosiddetto “Buona scuola”, promosso dal governo Renzi, si sarebbero introdotte lezioni di educazione sessuale e studio di genere.
Osserva la preside “Partiamo proprio dal documento dell’Oms sull’educazione sessuale e dagli articoli della riforma sulla scuola appena approvata che hanno scatenato questo putiferio. Su quest’ultima, la legge recita: “il piano triennale dell’offerta formativa assicura l’attuazione dei princìpi di pari opportunità promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni” (art. 16). Leggendo gli standard per l’educazione sessuale in Europa, invece, scopriamo, a pagina 9, che “indicano ciò che bambini e ragazzi, nelle diverse età, dovrebbero sapere e comprendere, quali situazioni o sfide dovrebbero essere in grado di gestire a tali età e quali valori e atteggiamenti è necessario che essi maturino per poter crescere in modo gratificante, positivo e sano per quanto attiene la sessualità”. Questa esigenza, sempre leggendo il documento (pp. 9-10), nasce dai vari mutamenti che ci sono stati nei decenni passati quali globalizzazione, nuove migrazioni, boom dei nuovi media, diffusione di Hiv e Aids, incremento di abusi sessuali su bambini e adolescenti, ecc. “Tutti questi cambiamenti richiedono strategie efficaci che mettano i giovani in grado di gestire la propria sessualità in modo sicuro e appagante. Ma tutto questo- commenta la professoressa Ceccarelli- viene bollato come ‘gender’ dai soliti gruppi di estremisti religiosi o che usano questo per contrastare la riforma, che io stessa contrasto ma che dipinge, peraltro, un quadro apocalittico per cui genitori e docenti saranno costretti a certe pratiche. Ma è vero? Assolutamente no. A p. 30 del documento infatti si legge: “L’educazione sessuale instaura una stretta collaborazione con i genitori e con la comunità al fine di costruire un ambiente circostante che sia di sostegno” mentre per quanto riguarda i/le docenti si dice espressamente “le autorità scolastiche non facciano pressioni su chi è riluttante a essere coinvolto nell’educazione sessuale”.
Negli standard si enucleano quindi le fasi evolutive della psiche e della sessualità dell’individuo, dai primi anni di vita alla fine dell’adolescenza (pp. 22-26) e si passa ai principi su cui si fonda un’appropriata formazione: “L’educazione sessuale è adeguata per l’età rispetto al livello di sviluppo e alle possibilità di comprensione, è sensibile rispetto alla cultura, alla società e al genere. È rapportata alle realtà di vita di bambini o ragazzi”. Qualche genitore particolarmente suggestionabile ha riportato notizie di fantomatiche lezioni che sconvolgono ignari bambini fino a farli svenire in classe. “Un requisito importante per l’educazione sessuale è che gli allievi si sentano sempre al sicuro: la loro privacy e i loro confini personali vanno rispettati. Sebbene gli allievi vadano incoraggiati a essere aperti, non dovrebbero essere raccontate le esperienze personali perché in classe sono fuori luogo e potrebbero rendere vulnerabile chi si espone” (p. 29). Si fa riferimento da parte di gruppi Antigender di approfondimenti sulla “masturbazione precoce e anche studio in classe di libri con alto tasso di materiale pornografico!”.
La signora Ceccarelli smentisce sentitamente “ Sono falsi e non ce n’è è traccia nei documenti. Si capisce quindi che la teoria Gender e tutte le chiacchiere che hanno fatto scoppiare il caso sono solo manipolazioni e falsità e le scuole a settembre, oltre a mettere in campo la nuova legge fumosa e indefinita, si troveranno anche a tranquillizzare e arginare orde di genitori che purtroppo si sono fatti suggestionare dal web e da tremila messaggi creati ad hoc per terrorizzare”. E così conclude:
“Continueremo a fare il nostro lavoro, ormai sempre più difficile, di educazione e formazione cercando sempre di rispettare l’armonia e la crescita serena dei nostri alunni”. Ma sarà davvero finita?
