Riceviamo e pubblichiamo – “Negli ultimi mesi abbiamo letto e ascoltato da più parti toni entusiastici sul nuovo porto commerciale di Fiumicino, politici che esultano e chiedono immediatamente che si inizino i lavori di realizzazione, grandi aziende e imprenditori estasiati da questa prospettiva. Sia chiaro, anche noi siamo favorevoli ad un porto commerciale che possa portare sulle nostre sponde flussi turistici e nuova linfa vitale all’economia del territorio, quello che ci preoccupa è che si metta il carro davanti ai buoi costruendo il porto commerciale prima ancora di aver realizzato tutte le necessarie infrastrutture viarie e legate alla mobilità del territorio” afferma Alessandro Marocchini, referente di Fare Fiumicino.
“In questo momento l’assetto viario del nostro comune è a dir poco fragile, basta osservare il traffico che ogni giorno insiste sull’asse sud dell’Isola Sacra, in quel territorio percorso da via dell’aeroporto. Il ponte della scafa è ormai diventato un infernale imbuto in cui si riversano centinaia di pendolari ogni giorno, bloccando il normale traffico cittadino per ore, ma anche altre arterie del comune non godono di una situazione migliore. In questa situazione ci chiediamo francamente come si possa pensare di costruire un’infrastruttura come il nuovo porto commerciale che, ricordiamolo, ospiterà anche le navi RO-RO, cioè le navi merci, senza prima un’adeguata infrastruttura viaria e di mobilità e senza un’adeguata pianificazione che tega conto del nuovo traffico che si riverserà sulle nostre strade. E’ francamente assurdo” afferma Alessandro Marocchini.
“Sul sito dell’autorità portuale, alla pagina http://www.portidiroma.it/
Noi di Fare pensiamo prima ai cittadini, al territorio e alle imprese locali, poi a tutto il resto.
Detto questo auspichiamo che questo nuovo porto commerciale sia un’occasione di rilancio sia per il turismo che per l’economia del nostro territorio e speriamo che non diventi l’ennesimo piatto ricco per gli appetiti di qualche grande impresa a cui non importa nulla ne del territorio ne di chi lo abita” conclude Alessandro Marocchini, referente di Fare Fiumicino.
Fare Fumicino
