Riceviamo e pubblichiamo dal Pd di Civitavecchia – In primo luogo vogliamo rilevare che Gabrielli, in quanto responsabile della Protezione Civile, in relazione alla demolizione della nave Concordia, avrebbe dovuto invertire l’ordine delle priorità.
Innanzi ad ogni altra considerazione avrebbe dovuto preoccuparsi del grado di sicurezza che era garantito in tutto il procersso di demolizione e smaltimento di un relitto che è considerato, alla luce delle normative europee, un rifiuto speciale estremamente rischioso per l’equilibrio di un sistema eco-marino particolarmente delicato.
Non è tollerabile che venga invece dato maggior rilievo ai costi che la società armatoriale dovrebbe sopportare.
Non vogliamo sostenere che questi siano una variabile indifferente nell’ambito della decisione che si dovrà assumere. Ma non può rappresentare la questione centrale.
Nessuno può dimenticare che la nave in discussione è stata al centro d un drammatico incidente che ha provocato vittime e danni ambientali ai quali non si è ancora data soluzione. Il Paese deve pretendere che i luoghi vengano riconsegnati bonificati; che il trasferimento si realizzi senza ulteriori rischi per l’ambiente e le persone e che l’intero processo di smaltimento si svolga in un ambiente di lavoro nel quale sia data rigorosa attenzione alle condizioni di lavoro ed al rispetto delle leggi e dei contratti.
Detto questo in premessa si può ragionare sui costi dell’ operazione.
La nostra città si presenta nelle condizioni di poter iniziare con tempestività i lavori, presentando un tragitto breve di trasferimento nave e con costi a carico della collettività estremamnete contenuti. Le carte erano in regola e si partiva con oggettivo vantaggio rispetto ad altri competitori.
La domanda che è legittimo porsi è quale ruolo abbia giocato l’autorità Portuale in questa vicenda. Fermo restando le prerogative e le autonomie di ciascun attore, istituzionale e privato, ci domandiamo se vi sia stata una azione di orientamento del nostro sistema imprenditoriale finalizzato a presentare delle proposte che potessero reggere una concorrenza che, era noto, sarebbe stata, piuttosto aggressiva.
L’occasione, lo ribadiamo, non può andare persa. Il sistema imprenditoriale cittadino ha dato prova nel passato di poter essere all’altezza della sfida. Lo provi anche in questa circostanza. Abbia la consapevolezza che quetsa è una importante opportunità che va ben oltre il lavoro di demolizione e smaltimento. Si tratta di gettare le basi per affermare, nel nostro scalo marittimo, la presenza di un settore di metalmeccanica navale avanzato in grado di offrire sviluppo, garantire ed accrescere una occupazione qualificata.
