“Apprendiamo con stupore e con non poca indignazione che, mentre tutte le istituzioni locali affermano che l’ipotesi del biodigestore è mai come ora così lontana, il GSE (Gestore Servizi Energetici, S.p.A interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze) eroga ad Ambyenta Lazio un contributo di oltre 20 milioni di euro (cioè il 100% della somma necessaria per la realizzazione dell’impianto di biodigestione) di fondi PNRR.
Oltre il danno, la beffa di dover prendere atto che un impianto inquinante e distruttivo come quello del biodigestore, che costituisce un ipoteca sul futuro economico, ambientale e sanitario del territorio, venga finanziato interamente con soldi pubblici, che dovremo noi cittadini restituire all’Europa; l’ennesima prova che ancora una volta si tenta di far pagare a tutti i livelli (economico, ambientale e industriale) ai cittadini lo scotto di scelte politiche e ambientali esclusivamente piegate alla logica del profitto.
SPERIAMO che questo cambio di carte non determini cambiamenti di idea alla Regione rispetto al diniego alla proroga dei lavori prima dei tempi e che, le consigliere e i consiglieri regionali espressione del territorio, sappiano e vogliano fare la giusta pressione affinché NONOSTANTE siano stati erogati questi fondi il progetto non parta, né abbia più tempo del previsto per partire.
Vogliamo credere che il Comune non fosse al corrente di questa notizia, in quanto sarebbe a dir poco imbarazzante constatare che, mentre ci veniva detto che mai come ora l’impianto di biodigestione fosse infattibile, altrove venivano stanziati fondi europei per la realizzazione di quest’ultimo.
Come al solito le chiacchiere sono a zero: l’UNICA STRADA PERCORRIBILE affinché il progetto non venga realizzato è il RITIRO DELLA DETERMINA AUTORIZZATIVA, tutto il resto è un’inutile presa (o perdita) di tempo.
Confidiamo che il Comune si adoperi per valere le ragioni del territorio in Regione e, nel contempo, faccia i propri passi per coinvolgere le amministrazioni locali limitrofe affinché la lotta cittadina al biodigestore si ampli sempre di più fino a diventare una vertenza regionale e poi nazionale altrimenti, come già accaduto in precedenza, ancora una volta saranno i cittadini a prendere l’iniziativa.
E’ finito il tempo delle chiacchiere e delle promesse, è arrivato il momento di fare cose concrete e radicali per la città con i cittadini.
Ed è per questo che invitiamo la cittadinanza, le forze politiche e sociali, ed in particolare le consigliere e i consiglieri regionali territoriali, a partecipare all’assemblea del 2 Luglio alle ore17:30 all’Aula Pucci. E’ arrivato il momento di organizzarsi per rispondere ad Ambyenta”.
Comitato NO biodigestore Civitavecchia
