E’ indignato il candidato sindaco Pietro Tidei per la mancanza di servizi nei confronti dei tanti pellegrini che sono sbarcati al Porto di Civitavecchia. Per questo Tidei ha scritto al Commissario Santoriello e per conoscenza al Prefetto Pecoraro ed al Vescovo della diocesi di Civitavecchia-Tarquinia.
Di seguito la lettera inviata
Al Commissario Prefettizio
dott. Ferdinandi Santoriello
e pc Al Prefetto di Roma
Dott. Giuseppe Pecoraro
Al Vescovo di Civitavecchia
Mons. Ligi Marucci
oggetto: Una giornata di ordinaria follia.
E’ una giornata di ordinaria follia quella che ha visto protagonista, in negativo, Civitavecchia, per l’incapacità delle istituzioni di dialogare tra loro e di organizzare l’arrivo di migliaia di croceristi-pellegrini diretti a Roma.
La cerimonia di santificazione dei due Papi ha catalizzato l’attenzione verso Roma come non mai. Ma Civitavecchia “il porto di Roma” al contrario delle stazioni della Capitale e del resto della Città santa non era affatto pronta.
E’ ordinaria follia assistere dunque allo “sbarco” dai pullman della Port Mobility al parcheggio di scambio di porta Tarquinia.
Scaricati qui i croceristi-pellegrini si sono caricati borse e bagagli pesanti: destinazione Stazione Ferroviaria.
E’ ordinaria follia aver assistito a quella lunga teoria di gente, molti anziani e persino disabili in carrozzina, trascinarsi per quasi due chilometri.
E’ ordinaria follia averli visti fare lo slalom tra cumuli di immondizie accatastate da giorni lungo corso Marconi. Non un minimo di organizzazione né di accoglienza.
E’ ordinaria follia non aver visto la Protezioni civile all’opera – evidentemente non allertata – per alleviare il tragitto dopo che una decisione bislacca – chissà da chi voluta – aveva stabilito di scaricarli non il più vicino possibile alla stazione, ma proprio all’altro capo della città. Quasi un dispetto.
La città che poteva – e doveva – mostrare il suo volto migliore presentandosi all’appuntamento – storico – con cassonetti vuoti e disinfettati, strade pulite, efficiente assistenza e qualche sforzo organizzativo e di buon senso in più.
La storia si è ripetuta – ovviamente – al ritorno. Abbiano così offerto quasi 4 chilometri di via crucis fuori programma e uno spettacolo che resterà nella memoria di quei tanti pellegrini come un momento triste in un posto da dimenticare.
E Civitavecchia credo proprio che non lo meritasse
Distinti saluti
Pietro Tidei
