Riceviamo e pubblichiamo dal comitato di lotta su Privilege Yard – Abbiamo pazientemente aspettato i tempi della riconferma a Commissario dell’A.P. di Pasqualino Monti, – con il quale ci vogliamo congratulare – nonostante l’impellenza di individuare soluzioni a breve termine per i gravi problemi occupazionali che, nostro malgrado, siamo costretti ad affrontare.
Ora, però, è giunto il momento, visto anche il numero crescente di noi che vede terminare il sostegno fornito dagli ammortizzatori sociali, di riannodare le fila della nostra vertenza.
Infatti all’approvazione, che ci dicono essere stata all’unanimità, da parte del Comitato Portuale, del protocollo d’intesa, che prevede una clausola di salvaguardia a garanzia del diritto di prelazione per ogni eventuale lavorazione venga attuata nelle aree dell’ex cantiere Privilege, e l’impegno a tenere in considerazione, in caso di attivazione di nuovi lavori all’interno del porto e/o incremento di organico nelle lavorazioni giù esistenti, del bacino occupazionale costituito da quanti, grazie a quella triste vicenda, si ritrovano espulsi dal mondo del lavoro, ad oggi non è ancora seguito il necessario incontro per la sottoscrizione con i sindacati.
Sottoscrizione che assume ancora più urgenza alla luce della triste quanto inquietante scoperta, fatta da alcuni di noi, della presenza di lavoratori, non locali, all’interno del cantiere Privilege che operano per la manutenzione dell’impianto fotovoltaico. Una cosa a dir poco ingiusta e che non abbiamo intenzione di far continuare a lungo.
Non abbiamo, inoltre, notizie circa l’emissione, da parte della curatela fallimentare, del previsto bando per il subentro nella concessione, annunciato dal Commissario Monti, anche a mezzo stampa, per metà Febbraio.
Chiediamo quindi al Commissario dell’A.P., nel rispetto di quanto concordato, di procedere alla immediata convocazione del sindacato per la firma dell’accordo approvato dal Comitato Portuale, nonché di assumere il ruolo di mediatore in una trattativa con la curatela affichè eventuali lavorazioni manutentive del cantiere o di parti di esso, vedano impiegati noi ex lavoratori.
La precarietà in cui siamo costretti a vivere ci sta portando all’esasperazione, e non esiteremo, se costretti, ad intraprendere forme di mobilitazione più efficaci qualora non ci arrivino risposte in tempi brevi .
