“Apprendiamo dai giornali locali che Enel sta progettando una ristrutturazione degli organici a Torre Valdaliga Nord, mettendo a rischio circa 40 posti di lavoro.
Qualsiasi dirigente di Enel in visita nella nostra città dovrebbe togliersi il cappello e mostrarsi rispettoso davanti ad ogni cittadino civitavecchiese. A quanto pare invece l’atteggiamento di questi sedicenti manager continua ad essere sprezzante, cinico e provocatorio ai limiti del bullismo dialettico. Che l’impianto di TVN sia uno dei mostri più inquinanti del nostro territorio è fuori discussione; che in passato sia stata utilizzata l’ignobile l’arma del ricatto occupazionale per ostacolare le lotte di chi si opponeva al carbone è ormai storicamente assodato; che ENEL continui a considerare Civitavecchia come una colonia da sfruttare a suo piacimento ci sembra poi del tutto evidente. È infatti da questa arrogante lettura delle cose che nascono provocazioni o tentate forzature come quella della recente vertenza Minosse – che prevedeva, tra le altre cose, anche una inaccettabile clausola sociale – o come la notizia, fatta trapelare ieri da fonte sindacale, che parla addirittura di un 10% di esuberi sul totale del personale attualmente in forza a TVN. In questi anni Enel è stata abituata a rapportarsi con una politica locale debole e col cappello in mano. Su questo non ci sono dubbi. Gli è stato consentito tutto e, naturalmente, pensa che la città ed i suoi abitanti siano ancora nelle sue disponibilità. In questa fase così delicata però vogliamo ricordare a questi dirigenti che le sconfitte non ci hanno fatto cambiare idea; che non cadremo nella trappola del ricatto occupazionale; che l’uscita dal carbone di TVN va garantita in tempi certi e soprattutto senza nessuna conseguenza per i lavoratori. Per noi il tempo dei ricatti è finito da un pezzo. È ora che Enel rispetti Civitavecchia”
Potere al Popolo Civitavecchia
