Civitavecchia, da stasera il Padellone trasloca al Ghetto • Terzo Binario News

Civitavecchia, da stasera il Padellone trasloca al Ghetto

Ago 11, 2018 | Civitavecchia, Comune

Il Padellone 2018 prova a darsi il marchio Made in Civitavecchia. Si sposta il luogo dell’evento, visto che da viale Garibaldi si passa al Ghetto e cambia totalmente l’organizzazione visto che a mettere in piedi l’iniziativa tradizionale è un’associazione nata proprio nello slargo di piazza Fratti.

Si parte oggi con la somministrazione del fritto che proseguirà fino al 15 agosto incluso. È stato difficile mettere in piedi la sfida, ora è il momento di lanciarla: <Il Padellone ha rappresentato l’occasione giusta per fondare l’associazione Ghetto e Non Solo – spiega il presidente Massimo Mazzarini – e così è nato questo soggetto del quale fanno parte sia gli esercenti che cittadini privati. E l’evento legato al Natale della Città è il test necessario per capire che se questa zona del centro presenta margini di valorizzazione>. Mettere in piedi il super fritto non è stato facile, come sottolinea uno dei soci Stefano Striano: <Sono state trattative lunghe per far quadrare i conti. Il Pincio ha fornito panche e tavoli per circa 600 posti a sedere, oltre a un contributo di 15mila euro per comprare il pesce. C’è voluta tutta la maestria dello chef Nello Pernice per arrivare a dama. Avremo non solo il pescato di paranza e i calamari ma anche un camion frigo che stazionerà qui e un ricarico di pesce qualora dovessimo terminare quanto ordinato>. Con l’occasione si possono snocciolare dei numeri: in tutto è stato prenotata una tonnellata e mezzo di pesce; il menu scelto da Pernice prevede un cartoccio di frittura, una bottiglietta d’acqua e i grissini a 8 euro, con l’apertura dei quattro stand specializzati (tutti attrezzati dai locali che si affacciano su piazza Fratti) anche a pranzo. <Si è scelto un fornitore di Ladispoli di qualità – la chiosa dello chef Pernice – con il quale si è riusciti a contrattare. A parte i calamari, che nei nostri mari non vivono, il resto della frittura sarà composto da merluzzo, triglia, ficozza, soglia e mozzone provenienti dal Tirreno>. <L’obiettivo – riprende Mazzarini – è di portare mille persone in piazza così, a conti fatti, da rientrare almeno delle spese, che sono tante. Sono serviti allacci, noleggi, permessi e forniture, per un totale di circa 30mila euro. Arrivare al pareggio per noi andrebbe già bene perché significherebbe avere la base per replicare in inverno, magari per Natale o a Carnevale>. Sulla tradizione interrotta del Padellone al Viale: <In principio il fritto si mangiava al Ghetto, è una sorta di ritorno a casa. Viale Garibaldi era l’idea di partenza che però non si è concretizzata e allora ci siamo fatti avanti noi> la conclusione di Massimo Mazzarini. L’assessore al turismo Enzo D’Antò si è detto soddisfatto della novità: <Sono sicuro che sarà un Padellone all’altezza e che la cornice del Ghetto, decisa come sede su proposta dei commercianti, si adatterà alla perfezione. Ringrazio i ristoratori locali che si sono messi a disposizione: come Amministrazione comunale siamo sempre a favore dell’unione delle forze. Aggiungo che ho fatto un salto in piazza Fratti e ho visto un allestimento di livello. Si stanno usando persino i carboni attivi per non diffondere l’olezzo di fritto, mi complimento con l’organizzazione. Anzi, questo può rappresentare un modello valido per tutti i commercianti>.