Il bilancio estivo della Compagnia portuale è negativo. A pesare la perdita del traffico auto per la Cilp. Ma in conferenza
stampa, il presidente Enrico Luciani non si è limitato a commentare i freddi numeri: si è lanciato nel suo sermone in cui ha individuato il suo obiettivo ovvero il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Francesco Maria di Majo reo di uccidere i traffici e il lavoro dei camalli con le vertenze carbone e banane. “Sono due anni che aspettiamo una telefonata e mentre noi lottiamo per il lavoro lui sta riposando in Austria”.
La novità legata alla guerra delle banane è la proroga di 45 giorni concessa da Molo Vespucci che da parte di Cfft (con Sergio Serpente e Gianluca Rossi) e di via della Cooperazione viene considerata ridicola. “Martedì avevamo chiesto 6 mesi di proroga e questi 45 giorni sono uno schiaffo a città e porto”. La sorpresa sono i
ringraziamenti di Luciani a Cozzolino per “l’interessamento e l’azione intrapresa, oltre a Lega e Potere al Popolo. Non è escluso che i camalli, che finora sono stati responsabili, non blocchino lo scalo nelle prossime settimane”
