Cinquestelle di Bracciano tornano a premere sul referendum per uscire dalla Città Metropolitana • Terzo Binario News

Cinquestelle di Bracciano tornano a premere sul referendum per uscire dalla Città Metropolitana

Mag 30, 2015 | Bracciano, Politica

Via area della TusciaRiceviamo e pubblichiamo – Non possiamo non considerare con serietà il fenomeno delle periferie urbane, destinate nel prossimo futuro ad accrescere i loro problemi, visto che sono ormai agglomerati in rapida crescita composti da immigrati di diversa provenienza, giovani “locali” senza casa, e altre persone provenienti soprattutto dai ceti impoveriti espulse dal centro delle città o dai quartieri residenziali.
Chi pensa solo ai diritti, dimenticando troppo spesso i doveri, dovrebbe almeno provare ad immaginare quale può essere la qualità della vita, là dove si vive tra furti e caos generato da un multiculturalismo che, senza reali politiche e misure di integrazione, diventa disintegrante

Ecco perché, a nostro avviso, bisogna evitare la disorganica proliferazione delle “Grandi Mele”, come quella rappresentata da Roma Città Metropolitana che,  da Gennaio 2015, non sta facendo altro che impoverire i nostri Paesi Lacustri.

Partiamo dalla privatizzazione dell’Acqua, e guardiamo con attenzione ai tagli “imposti” dal ministero dello Sviluppo Economico, attraverso la predisposizione del Fondo di Solidarietà Comunale. Tagli che vanno a gravare, a causa di una distribuzione non equa, su tutti i paesi annessi dalla “Grande Mela”.

Sì proprio così, annessi. Perché, un po’ come fecero le grandi potenze coloniali del XIX secolo, sono stati tracciati dei confini con riga, squadra e compasso, senza tenere conto delle enormi differenze sociali, culturali e territoriali, che esistono tra zone ad altissima densità di popolazione, come Roma, ed i territori dei comuni limitrofi.

Pensiamo, ad esempio, all’isteria di massa legata al caso dei rom. Qui possiamo facilmente vedere come, per i motivi più vari, risulti difficile (quando addirittura non impossibile) l’inclusione sociale ed il rispetto della legalità: la distanza dal centro cittadino, la possibilità di effettuare traffici illeciti, derivante proprio dalla maggiore difficoltà di esercitare un efficace controllo di un territorio vasto e densamente popolato, la  discriminazione e la marginalizzazione nel mondo del lavoro. Tutti elementi che non fanno altro che istigare ed aumentare la già potenzialmente elevata conflittualità tra le nazionalità. Aggiungendo a questi motivi pratici, tutte le paure derivanti dall’impoverimento della popolazione causata da anni di perpetua Austerity, è abbastanza facile trovarsi a vivere in un clima di tensione, quasi di isteria generale.

Ecco perché porteremo ancora avanti, con grande fermezza, la nostra richiesta di Referendum sulla Città Metropolitana. I cittadini chiedono la manutenzione di strade e giardini, l’attenzione per la sicurezza degli edifici scolastici, politiche per l’ambiente ed il turismo, e maggiore sicurezza. Senza dimenticare tutti i servizi dei quali, taglio dopo taglio, ci hanno privato e ci stanno ancora privando. Civiltà significa volontà di futuro attraverso l’azione e, secondo le più affermate e dimostrate teorie sociologiche, il contesto in cui si vive influenza pesantemente la vita delle persone.

La procedura del Refendum, al momento, è in fase di valutazione e l’implicito ingente sforzo finanziario citato dal Giornale Ortica non ci spaventa, viste anche le attuali follie di tagli finanziari a cui stiamo assistendo. A chi già da tempo cerca di dipingere il Referendum come uno sperpero di denaro, replichiamo che questo passaggio influenzerà la nostra vita futura, ed un investimento sul futuro non è mai uno spreco.

A chi invece attualmente amministra questo Comune, che per primo ha sollevato la questione finanziaria, vorremmo invece ricordare le dichiarazioni rese in pubblico consiglio Comunale, nelle quali si affermava la piena e fattiva disponibilità, qualora si fosse raggiunto il quorum per l’ammissibilità del Referendum, a rivedere proprio quello “Stringente regolamento comunale” (come lo definisce “Ortica”), per ridurre i costi ed aumentarne l’efficacia (si disse in particolare “… potremmo abbassare il quorum al di sotto del 50% più uno, in modo che i soldi spesi non vadano sprecati).

Vorremo infine ricordare che, in questa occasione, la popolazione si è socialmente coagulata intorno ad un desiderio di scelta democratica, fatto ampiamente provato dall’aver raggiunto per due volte consecutive una raccolta firme di ben 4.000 consensi.

Riteniamo che l’Amministrazione di Bracciano, a questo punto, debba fare ogni sforzo per ascoltare i cittadini anziché perseverare, giorno dopo giorno, negli sprechi di pubblici denari di migliaia di euro, tra spese legali e manovre di salvataggio della Società Partecipata Bracciano Ambiente.
#ReferenfumBracciano #DirittoDiScegliere