Il comitato di quartiere lancia una class action per richiedere il rimborso della Tari: “Le tariffe per i cittadini romani sono fuori dalla realtà visti i servizi offerti”
Da quasi un mese i rifiuti si ammassano a Casal Monastero, per il semplice fatto che il servizio di raccolta ‘porta a porta’ non passa da quelle parti. Per questa ragione i residenti esasperati e dopo varie segnalazioni, hanno inviato un esposto al gabinetto della sindaca Virginia Raggi e agli organi competenti per il disagio causato, anche da un punto di vista igienico e sanitario. L’emergenza è stata evidenziata anche sul sito internet del quartiere, casalmonastero.org

Inoltre, il direttivo dell’A.S.S.C. Casal Monastero, vale a dire il vertice del comitato di quartiere, ha lanciato in questi giorni l’idea di una class action per richiedere il rimborso della Tari (la tassa comunale sui rifiuti), in quanto le tariffe richieste ai cittadini romani sono fuori dalla realtà per i servizi offerti. La modulistica – informa l’A.S.S.C – è disponibile presso la sede del comitato, via Poppea Sabina 71, dal prossimo mese di settembre.
Di seguito il contenuto dell’esposto:
È ormai evidente che la mancata raccolta dei rifiuti, da oltre 21 giorni, è frutto di un servizio inefficiente e privo di giustificazioni. I rifiuti ad oggi sono “INSOLITAMENTE ED INOPPORTUNAMENTE” ammassati nei pressi dei vari condomini. Nel quartiere vige la raccolta differenziata porta a porta, da voi tanto enfatizzata ma nella pratica non applicata, tanto che ci viene riservato lo stesso trattamento dei quartieri meno virtuosi, senza sgravi fiscali.

La scrivente deplora l’ennesima situazione di disagio causata ai cittadini residenti per “MALAGESTIONE” da chi di competenza, tanto che nel corso delle settimane le montagne di rifiuti “ABBANDONATI IN MODO INCONTROLLATO”, fuori dai cassonetti dei vari condomini, “che macerano sotto il sole”, costituiscono un rischio per la salute legato alla proliferazione di parassiti e alla possibilità della diffusione di “malattie infettive”, se c’è il contatto con persone.
In più in queste condizioni di degrado prolifera la popolazione di roditori e di insetti, che possono essere vettori di altre patologie. Inoltre c’è una disorganizzazione imbarazzante in quanto quei pochi passaggi di ritiro che avvengono, vengono effettuati sempre sulla via principale, dove i secchi sono meno pieni e quindi meno fatica da parte degli operatori e risultato visibile del lavoro fatto, ma girando l’angolo e percorrendo le vie limitrofe c’è il delirio e il totale abbandono. Pertanto, si richiede di organizzare gli interventi anche nelle vie laterali e periferiche del quartiere, ripristinando una raccolta regolare e organizzata (quest’ultima parola sconosciuta).
DOMANDE:
- possibile che gli operatori AMA si limitino al solito compitino assegnato (percorso comunicato la mattina), senza evidenziare una presenza o comunicazione relativa al disagio?
- perché non si pianificano l’alternanza del ritiro nelle varie zone se abbiamo difficoltà di mezzi e uomini, invece di fare sempre lo stesso itinerario?
Le foto in allegato (è solo una piccola parte di alcuni condomìni) dimostrano la continua e perdurante situazione di degrado e di pericolo igienico sanitario. Si segnala che la situazione non è più sostenibile ed è suscettibile di arrecare notevoli e concreti danni alla “PUBBLICA INCOLUMITÀ”.
Si invitano pertanto chi di competenza ad intervenire con effetto immediato, la sopportazione dei cittadini è già terminata. A tal proposito stiamo procedendo come Comitato di quartiere nel segnalare ai nostri cittadini la presentazione della istanza individuale di rimborso della tassa Tari. Certa di un vostro riscontro porgo distinti saluti.
Il presidente Assc Casal Monastero, Elvina Gjoni
