Sulla vicenda dell’inserimento delle strutture ricettive all’aria aperta nello strumento urbanistico, ciò che per il comune è pacifico, tanto da far parlare il sindaco di “scandalismo” relativamente a chi pone qualche dubbio, non lo è evidentemente né per il Tar, né per le strutture interessate e nemmeno per il consigliere regionale Daniele Sabatini.
Il consigliere di Cuori Italiani ha, infatti, presentato una nuova interrogazione urgente a risposta immediata che sarà discussa in consiglio regionale durante il question time di giovedì 27 aprile.
Nell’atto protocollato lo scorso 21 aprile da Sabatini viene citata la nota della Regione Lazio numero 0154711 del 24 marzo con la quale richiede al comune con urgenza, e entro dieci giorni lavorativi, copia dell’atto di convocazione della conferenza di servizi indetta, così fa far partire il termine di 90 giorni previsti dalla legge per l’adempimento comunale. Effettivamente il comune con una determina dirigenziale del 4 aprile corregge la precedente e indice una nuova conferenza.
Ma, contrariamente a quanto afferma l’amministrazione, secondo il consigliere Sabatini emergerebbe chiaramente come “anche quest’ultima conferenza non corrisponda alle esigenze di adempimento di legge per l’inserimento delle attività ricettive all’aria aperta dei tre camping nello strumento urbanistico vigente perimetrate e ricognite con delibera comunale 8/2012, ai sensi dell’art. 3 comma 1 lettera a) della L.R 14/2011″.
Innanzitutto la conferenza convocata il 4 aprile non permetterebbe l’adempimento poiché convocata secondo una lettera sbagliata dell’apposito articolo della legge regionale.
“Per risolvere in maniera definitiva l’annosa questione – scrive Sabatini – i tre camping sarebbero dovuti essere inseriti ai sensi dell’articolo 3 comma 2 lettera e) nello strumento urbanistico vigente mediante conferenza dei servizi convocata ai sensi dell’art 3 comma 3 della L.R.14/2011”.
Nel tipo di conferenza di servizi indicato nell’interrogazione, Regione e Provincia, ora Città Metropolitana, partecipano con un unico rappresentante e all’esito della conferenza la determinazione conferisce proposta di variante sulla quale si pronuncia in via definitiva il consiglio comunale entro trenta giorni. L’assenso dato dalla Regione in sede di conferenza, sostituisce l’approvazione regionale della variante.
Citato anche l’inserimento nella cartella “visure catastali” dell’apposito link creato dal comune per la conferenza di particelle catastali non appartenenti al Riviera Camping, nonché la frase che compare nella relazione urbanistica (“non esistono strutture perimetrate ai sensi dell’art. 3 comma 1 della L.R 14/2011”) palesemente contraddittoria rispetto alla delibera comunale 8 del 2012 che perimetra e ricognisce le stesse strutture.
Per tali motivi il consigliere Sabatini “interroga Il Presidente della Giunta Nicola Zingaretti e l’Assessore competente Michele Civita per conoscere se sia finalmente loro intenzione risolvere una volta per tutte la vicenda sostituendosi definitivamente al comune di Ladispoli inadempiente attraveso il commissariamento dello stesso, al fine di evitare qualsiasi ulteriore ritardo e danno erariale considerato che i soggetti interessati potrebbero intraprendere azioni legali contro le amministrazioni inadempienti”.
In attesa di conoscere le risposte a questa nuova interrogazione, non si può che rispedire al mittente l’accusa di fare “scandalismo con notizie false”. Innanzitutto se la prima conferenza dei servizi fosse stata indetta in corretto l’iter si sarebbe dovuto concludere intorno al 22 maggio, garantendo ai camping interessati un sereno svolgimento delle proprie attività per tutto l’arco della stagione estiva. Invece si andrà a finire alla prima settimana di luglio, in piena stagione turistica.
In secondo luogo mai è stato scritto da questa testata che il Tar, con l’udienza dell’11 aprile, abbia dato ragione al camping che ha promosso il ricorso. Altrimenti l’avrebbe accolto e avrebbe commissariato il comune. Viceversa l’amministrazione è stata molto meno cauta nell’affermare: “il Tar dà ragione al Comune”. Se così fosse, il ricorso sarebbe stato rigettato con sentenza e il rigetto sarebbe stato motivato con l’avvenuto adempimento da parte del comune. L’art. 117 del codice del processo amministrativo, infatti, al comma 2 recita: “Il ricorso è deciso con sentenza in forma semplificata […] “.
Invece il Tar Sezione Seconda Quater ha fissato, con apposito avviso, camera di consiglio per il 7 luglio 2017 alle ore 9:15. Il ché vuol dire che il giudice, sempre in base al codice del processo amministrativo, vuole “conoscere di tutte le questioni relative all’esatta adozione del provvedimento richiesto”. Dunque non ha dato ragione al comune, non ancora. Non finché non vi sarà un corretto adempimento da parte dell’ente e, sicuramente, non senza una sentenza che lo dica.
