“No al cemento, no al cemento”: é il coro di protesta che un gruppo di cittadini del Comune di Marino ha alzato all’interno del cosiddetto “Acquario”, alla Pisana, nel momento in cui il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Daniele Leodori, ha dichiarato sospesa la seduta odierna, facendo slittare dunque la discussione di una mozione del M5s riguardante alcune questioni urbanistiche che coinvolgono le aree di Mugilla e le località Divino Amore e Santa Maria delle Mole, nel Comune di Marino. Una ventina di rappresentanti del comitato Ada (Argine via del Divino Amore) si sono alzati in piedi, urlando, fischiando e mostrando dei cartelli con la scritta: “liberiamo dal cemento Marino” e “Basta col cemento di Palozzi a Marino”. Nella mozione che non è stata discussa, infatti, ha spiegato Marco Carbonelli del comitato Ada, “si chiede alla Giunta attuale di revocare gli atti firmati dall’ex presidente della Regione, Renata Polverini, dopo le sue dimissioni nel 2013, quando avrebbe dovuto occuparsi solo di ordinaria amministrazione, che consentono la cementificazione di 1,3 milioni di metri cubi nella cosiddetta pianura di Marino, comportando un incremento di 15 mila abitanti e generando un business di circa 1 miliardo di euro, in spregio a tutte le norme dell’Urbanistica”. I manifestanti hanno ricordato che “questa operazione era stata avviata nel 2011 dall’allora sindaco e attuale consigliere regionale di Forza Italia, Adriano Palozzi, per poi essere ‘sostenuta’ anche dagli atti successivi della giunta della presidente Polverini, contro i quali presentammo ricorso al Tar già nel 2011 e ancora stiamo aspettando una pronuncia. Intanto, però, sono state concesse nell’area di Mugilla le prime licenze per costruire”. A spiegare il contenuto della mozione, anche la consigliera M5s, Silvana Denicolò: “Il Pd aveva presentato, durante i primi mesi di consiliatura, una mozione volta a chiarire la situazione di permessi edilizi per alcune zone del Comune di Marino, che sono inserite a cuneo tra il parco regionale dell’Appia Antica e il parco dei Castelli Romani. La mozione del Pd invitava la giunta a chiarire i permessi edilizi ed eventualmente a bloccare questi sviluppi. Dopo qualche mese noi del M5s, sollecitati dai comitati, abbiamo presentato una mozione molto simile a quella del Pd, la 186, che chiede direttamente di rendere nulle le delibere che permettevano questo sviluppo edilizio, perché ci sono una serie di problematiche legate anche alla legittimità di questi atti. Furono infatti firmati da Polverini negli ultimi giorni, dopo che aveva già dato le dimissioni, quando poteva svolgere solo normale amministrazione. Alla ripresa dei lavori del Consiglio, oggi, ho chiesto di anticipare la discussione di questa mozione, per permettere ai cittadini di assistere, ma è stato deciso in modo secondo noi arbitrario di sospendere la seduta. Non è neanche detto che sarà discussa nella prossima seduta, perché la calendarizzazione degli atti dipende dalla capigruppo. Ora noi faremo pressione in quella sede. I comitati purtroppo sono qui dalla mattina. Ma le campagne elettorali, sia di destra che di sinistra, sono state in gran parte pagate dai costruttori. C’è la volontà di non pestarsi i piedi – ha concluso – non danneggiarsi a vicenda”.
“Basta col cemento di Palozzi a Marino”. I cittadini dei Castelli protestano alla Pisana
