Apertura discoteche il 15 giugno: si balla a due metri di distanza, "con il prossimo dpcm uscirà il Covid dance" • Terzo Binario News

Apertura discoteche il 15 giugno: si balla a due metri di distanza, “con il prossimo dpcm uscirà il Covid dance”

Giu 11, 2020 | Cronaca

Riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso in modo ordinato ed evitare assembramenti di persone. Ma soprattutto “al solo fine di definire la capienza massima del locale, garantire almeno un metro tra gli utenti e di almeno due metri tra gli utenti che accedono alla pista da ballo. Se possibile organizzare percorsi separati per l’entrata e per l’uscita”. Queste alcune linee guida indicate dalla conferenza Stato Regioni per l’apertura delle discoteche, previste per il 15 giugno.

Tra le altre cose, sarà necessario predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione, comprensibile anche per i clienti di altra nazionalità, mediante l’ausilio di segnaletica e cartellonistica e/o sistemi audio-video, sia ricorrendo a eventuale personale addetto, incaricato di monitorare e promuovere il rispetto delle misure di prevenzione facendo anche riferimento al senso di responsabilità del visitatore stesso.

Non solo: gli utenti dovranno indossare la mascherina negli ambienti al chiuso e all’esterno tutte le volte che non è possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro. Il personale di servizio deve utilizzare la mascherina e deve procedere ad una frequente igienizzazione delle mani.

Sull’argomento ha detto la sua Maurizio Pasca, Presidente del SILB, Sindacato Italiano dei Locali da Ballo, che è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

“Col prossimo dpcm uscirà il ballo dell’estate: il Covid dance. Come si balla il Covid dance dovremmo chiederlo agli scienziati che hanno deciso di riaprire a queste condizioni che ritengo inaccettabili, perché snaturano il ruolo della discoteca dove si va per socializzare, ballare”.

“Mi auguro si tratti di regole solo per la parte iniziale. Non ci si può ammucchiare nelle piste da ballo ma lo si può fare nei centri storici e nelle attività della movida? In alcuni stabilimenti balneari si balla l’uno accanto all’altro. Il 30-40% delle discoteche a queste condizioni non riaprirà. Io ho due locali nel Salento, con queste condizioni non ne riaprirò neanche uno, anche perché su di noi grava una pressione fiscale pesantissima”.

“In questi 4 mesi si stimano perdite per l’intero settore di 500 milioni di Euro. Il nostro è un comparto da 4 miliardi di euro all’anno, ci sono 100mila famiglie di lavoratori che da 4 mesi non percepiscono reddito. Dalla conferenza delle regioni sono uscite queste linee guida, adesso sarà il premier ad emanare un dpcm, vedremo cosa deciderà”.

Negli altri Paesi europei già hanno programmato le riaperture delle discoteche senza condizioni, non riesco a capire perché in Italia dobbiamo essere così restrittivi. In Croazia, Slovenia, Austria si è ritornati alla normalità, l’ho visto in alcuni filmati. Se il Covid è lo stesso e ha colpito tutti i Paesi, non si capisce perché noi dobbiamo comportarci in modo diverso dagli altri. E’ più il terrorismo mediatico che si sta scatenando nei confronti di questo problema. A Roma in questi giorni ho visto una città completamente deserta, la gente ha paura, perché è stata trasmessa la paura, cosa che non vedo negli altri Paesi europei”.