Allumiere ricorda "Canapetta", il fantino Antonio Trinetti che fu la stella della Chiocciola a Siena • Terzo Binario News

Allumiere ricorda “Canapetta”, il fantino Antonio Trinetti che fu la stella della Chiocciola a Siena

Lug 19, 2025 | Allumiere, Cultura

Lo chiamavano “Canapetta” e per i più è un perfetto sconosciuto. Ma ad Allumiere dove è nato e soprattutto a Siena lo hanno conosciuto bene.

Nel paese collinare hanno reso omaggio ad Antonio Trinetti, fantino allumierasco scomparso il 10 luglio 1992 e che tutto il paese ha potuto ammirare prima al Palio dei Somari di Allumiere e poi in quello celeberrimo di Siena legandosi soprattutto alla contrada giallorossa listata di blu della Chiocciola.

Trinetti nacque il 27 giugno 1936, debuttò in piazza del Campo nel 1959 per i biancazzurri dell’Onda il cui priore, Lelio Barbarulli, gli affibbiò il soprannome di “Canapetta”.

Tante carriere per lui, spesso con addosso il bianconero della lupa e il gialloblù della Tartuca. La prima vittoria la ottenne cavalcando la cavallina Beatrice di Benito Giachetti con cui Canapetta conquisterà due delle sue tre vittorie con i rossoverdi del Drago. Dai racconti senesi si ricorda come quello del 16 agosto 1962 fosse stato un Palio sofferto con Canapetta partito primo e subito il ritorno della favoritissima Civetta, con Bozzolo ed Uberta, la cui caduta all’ultimo San Martino spianò la strada alla vittoria attesa da Camporegio per diciassette anni. Ma non filò tutto liscio, anzi. Alternanza costante tra gloria e sfortuna, a cominciare dal luglio del 1963 quando la cecità della cavalla Elena gli procurò un serio infortunio nelle prove. Ancora Tartuca, poi i biancorossi della Giraffa e passaggio clamoroso dai nemici della Tartuca ovvero la Chiocciola dell’agosto 1966. Come se un calciatore laziale passasse direttamente alla Roma. Stavolta però c’è Gloria per Trinetti, per la quarta volta in groppa a Beatrice, vinse un Palio epico, ricco di episodi storici e caratterizzato da un duello memorabile con Ciancone nell’Onda su Sambrina. Era il 16 agosto 1966. Un testa a testa fatto di nerbate e parate: Canapetta con la sua classica andatura a gambe larghe, poco elegante ma efficace, a spuntarla di un soffio sul vecchio professore. Un Palio da incorniciare conquistato con quello stile affinato sin dall’infanzia nelle lunghe giornate passate sui Monti della Tolfa a cavalcare i muli delle miniere di allume. Ancora su Selvaggia il terzo sigillo per i giallorossi limpido, contrastato fino al terzo San Martino da Canapino, nel Montone con Sambrina. Poi niente più successi ma Piazza resta memorabile il duello – con Canapetta avente addosso il cremisi della Torre – a colpi di nerbate con quello che diventerà la superstar degli anni a venire ovvero Aceto, allora all’Onda. Anni ‘70 sfortunati sempre con la Torre e ultima carriera con il Drago. Problemi personali e amici che lo hanno abbandonato lo hanno relegato nel dimenticatoio tranne che nella Chioccola dove Trinetti venne ricordato perché con sette presenze, è tuttora il fantino che ha corso di più per i giallorossi di San Marco.