Il PUA di Ladispoli è in attesa di approvazione e non senza polemiche legate alle scelte dell’amministrazione comunale, anche in virtù delle zone pregiate sulla costa che impongono attenzioni particolari come la Palude di Torre Flavia, ma anche le secche a mare di essa, come pure il Bosco di Palo.
Buon senso imporrebbe attenzione nel formulare concessioni su un bene demaniale, quindi di tutti.
Così, dopo il discusso caso Gotha, nel quale è stato notato il silenzio dell’ufficio Demanio Comunale, che fa capo al comandante Blasi, ed una determina dello stesso ufficio in affidamento diretto per 130.000€ ad una ATI rappresentata da Marco Blasi, si apprende che il comandante Blasi ha rilasciato una “AUTORIZZAZIONE DEMANIALE TEMPORANEA N. 28 DEL 18/07/2023 REGIONE LAZIONE N. 19/2016”.
La concessione è a favore della società Il Pellicano che gestisce l’Hotel la Posta Vecchia, blasonatissimo albergo cittadino e orgoglio anche perché praticamente unica – struttura ricettiva di Ladispoli, impossibile per i portafogli di comuni mortali.
A parte alcuni simpatici refusi, colpiscono due cose. È un discorso di business e sicuramente la Posta Vecchia ha tutti i diritti di chiedere la concessione balneare che peraltro già aveva, per 497,55mq che praticamente dovrebbero essere la caletta interna nota a tutti gli appassionati che riescono a passare in quel tratto di costa.
Si parla di circa 2km senza accesso da strade pubbliche. Con la Determina di cui sopra, vengono concessi ulteriori 1.388,02mq: un incremento del 270%, in forma diretta e senza neanche tenere troppo conto delle direttive europee.
Data la carenza di allegati, che rappresenta un problema di trasparenza, ci si affida all’atto ufficiale. Questi ulteriori 1.300mq, più o meno equivalenti ad una cinquantina di ombrelloni molto larghi, sono posizionati dal Castello verso San Nicola, ovvero su una zona che i più ricordano fosse un plateau di scogli nell’area di marea molto particolare dal punto di vista dell’ecosistema, che oggi è sabbioso ed oggetto di evidenti opere artificiali.
Ripascimento con creazione di un’ansa. Il tutto però si trova esattamente di fronte al tratto sud del Bosco di Palo che si affaccia al mare, più o meno alla fine della cosiddetta Passeggiata del Caravaggio.
Tutto chiaramente visibile da Google Maps, sia quello che sembra un ripascimento artificiale che l’unione artificiosa fra la Caletta, già concessa e con porticina di accesso dall’albergo Luxury, ed il nuovo tratto concesso con questa nuova autorizzazione, benché rilasciata temporaneamente, ma si sa che in Italia nulla è più definitivo del provvisorio!
Attenzione: quel tratto di spiaggia è accessibile solo dal Castello o dopo una camminata lungo costa di circa 500metri da San Nicola, che già non brilla per spazi di parcheggio, quindi, di fatto, è una spiaggia non certo accessibile e contro il PUA Regionale che impone un accesso ogni 300mt.
Concludendo, non solo si concede un tratto di arenile creato artificialmente sopprimendo l’ecosistema esistente sul plateau di scogli, ma le infrastrutture si interpongono fra il bosco, nel quale da sempre vi risiedono fenicotteri rosa ed altri animali, ed il mare.
Il tutto non certamente fruibile per tutti e contro le direttive Europee.
Non da ultimo una nota, i due tratti 497,77mq e 1.388,05mq sono da sempre stati separati, il secondo tratto doveva essere oggetto di una nuova e diversa concessione in regime di concorrenza, o si è in errore?
Così la definisce il PUA comunale, ed allora perché viene artificiosamente accorpata all’altra già esistente? Di fatto quel tratto che oggi è fruibile a tutti diverrà privato con relativo divieto di sostarvi, decisamente poco in linea con i principi elementari del concetto di Pubblico Demanio.
Tutto regolare, forse solo per le carte, non certo per chi vuole prendere il sole. Siamo curiosi del parere della Guardia costiera che speriamo ci chiarisca i dubbi verificando le foto satellitari passate ed i permessi degli enti naturalistici in merito al ripascimento di sabbia su ambienti scogliosi che sanno tanto di trasformazione, in più occlusiva del Bosco di Palo.
Un messaggio anche per gli ecologisti delle varie associazioni.
Intanto buon sole …ma meno spiaggia per tutti.
