L’assemblea degli azionisti di Acea ha nominato il nuovo Cda dell’azienda, a 9 componenti, per il
prossimo triennio. Per la lista del Campidoglio, che possiede il 51% delle azioni, sono stati eletti Luca Lanzalone (presidente), Stefano Donnaruma, Micaela Castelli, Liliana Godino e Gabriella Chiellino. Per la lista di Suez-Gdf, che possiede il 23,3% delle azioni, Fabrice Rossignol e Giovanni Giani. Mentre per il gruppo Caltagirone, che detiene il 5% delle azioni, sono stati scelti Alessandro Caltagirone e
Massimiliano Capece Minutolo del Sasso. La prima riunione del nuovo Cda si terra’ probabilmente nei primi giorni di maggio con all’ordine del giorno la nomina dell’amministratore delegato, ruolo per cui e’ in predicato Stefano Donnaruma.
Sulle nomine della partecipata piovono le critiche del Partito Democratico.
“Niente scelta secondo il curriculum, niente consultazione pubblica, nessuna trasparenza: Acea, la
principale azienda romana, è stata colonizzata dalla lottizzazione targata Movimento 5 stelle. Una spartizione in piena regola tra le varie correnti M5S capitoline, le stesse che abbiamo scoperto si sono
combattute a colpi di finti dossier per ottenere la candidatura a sindaco”. E’ quanto scrive su facebook la deputata del Partito democratico Lorenza Bonaccorsi, presidente del Pd Lazio. “Alla presidenza dell’Acea -prosegue Bonaccorsi- è arrivato l’avvocato della Raggi, consulente ‘a titolo gratuito’ della sindaca per lo stadio della Roma, ripagato con la mega poltrona della prima municipalizzata romana secondo un meccanismo spudorato e ai limiti del reato. Ecco la novità cinquestelle in Campidoglio: spartizioni modello Prima Repubblica e zero trasparenza”, conclude.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’esponente del PD Giovanni Zannola: “Per ora l’unica “rivoluzione positiva” che il Sindaco Raggi ha avviato in Acea e’ la distribuzione di poltrone nel Cda, allargato a 9 membri per sfamare piu’ bocche probabilmente. Si ricordi che l’Acea e’ prima di tutto un’azienda quotata in borsa e al servizio dei cittadini, anche se la Raggi sembra considerarla il proprio giochino e quello dei 5 Stelle”.
