Credo ci sia qualcosa di veramente sgradevole nei commenti di certi personaggi locali nei confronti di Etruria Eco Festival, manifestazione alla quale sono fiero di aver contribuito a organizzare negli ultimi due anni.
Si rimane davvero basiti davanti alla cattiveria che queste persone esercitano a mezzo stampa su un evento che negli anni è diventato un punto di riferimento nel contesto regionale e quindi motivo di orgoglio per il nostro territorio.
Non sono certamente uno sprovveduto e so perché si osteggia, a volte diffamando senza mezzi termini, un’eccellenza culturale di Cerveteri. Lo si fa perché l’ideatore del festival è stato Alessio Pascucci, attuale sindaco della città.
Gli oppositori di questa giunta, tramortiti dalla batosta elettorale o alla ricerca di visibilità politica, cercano con ogni mezzo di contrastare il vincitore delle ultime elezioni amministrative – cosa del tutto legittima naturalmente – ma sono così determinati in questa strategia politica che non si fanno scrupolo di infangare strumentalmente un progetto culturale vincente che, al di là di chi lo ha inventato e lo organizza attualmente, rappresenta una vetrina importante per la città che queste stesse persone sostengono di amare tanto.
Non voglio essere autocelebrativo ma Etruria Eco Festival è uno dei pochi eventi nel territorio che riesce ad attirare l’interesse di migliaia di persone che vengono appositamente per la manifestazione da altre città e l’attenzione dei media nazionali al quale dedicano spazi in programmi di punta della loro programmazione e pagine intere nei loro giornali.
Perché ostacolarlo al punto di chiedere come fa un ex sindaco di Cerveteri di non concedere più autorizzazioni comunali che permettano di realizzarlo? E perché si additano contro il festival argomentazioni fantasiose e diffamatorie?
Fino ad oggi non abbiamo mai risposto a queste accuse oltraggiose ma notiamo con dispiacere che ormai è diventato un’attività quasi quotidiana in taluni ambienti e per questo abbiamo deciso di reagire per difendere la nostra onorabilità.
Vi presento alcune argomentazioni davvero singolari che questa “macchinetta del fango” ha prodotto in queste settimane. Alcune comari sostengono in articoli sui giornali e su profili di facebook che l’associazione Luce a Cavallo, organizzatrice del Festival, non rendiconta le spese. Questi personaggi austeri dovrebbero sapere che non potremmo ricevere nessun tipo di contributo pubblico se non rendicontassimo a fine manifestazione. Gli uffici preposti in Regione, Provincia e Comune ci hanno sempre liquidato. Ciò significa che gli incartamenti attestanti la rendicontazione sono stati sempre depositati e controllati dai dipendenti pubblici come da prassi.
Un’altra accusa che ci viene contestata è la scarsa trasparenza amministrativa dal momento che non rendiamo pubblico il rendiconto. Ma da quando un’associazione privata ha l’obbligo di far vedere i propri conti al primo cavallino nero che passa? Ricordiamo a questi finti fustigatori che Etruria Eco Festival non è una manifestazione del Comune di Cerveteri ma fa capo a un’associazione privata alla quale vengono concessi contributi pubblici che vengono interamente spesi e rendicontati. Il nostro unico obbligo in tal senso, come ci impone la legge, è verso i soci dell’associazione, verso gli enti che ci forniscono il contributo e verso lo Stato al quale paghiamo le tasse. E questo dovere viene puntualmente soddisfatto.
Inoltre, si contesta in maniera subdola a Etruria Eco Festival di vivere di soli finanziamenti pubblici e di gravare totalmente sulla cittadinanza. Sicuramente gli enti locali ci concedono contributi – e per questo li ringraziamo caldamente e non smetteremo mai di farlo – ma essi non sono la nostra unica e prevalente entrata. I soldi che permettono di realizzare questo sogno provengono soprattutto dal duro lavoro che tutti noi facciamo durante tutto l’anno presso sponsor e investitori privati. Etruria Eco Festival ogni anno si assume un rischio d’impresa e se le spese superano le entrate (e questo capita sempre) sono gli organizzatori che ci rimettono e non certo i cittadini.
Non ci piace passare per ladruncoli o per furbetti. Siamo gente onesta che fonda il suo agire sociale nella promozione e diffusione della cultura e che ama così tanto la comunità nella quale vive che partecipa con progetti collettivi per contribuire al suo progresso. Sicuramente per questi signori non riusciremo mai a soddisfare tale obiettivo ma non per questo il nostro lavoro associativo, che è genuino e vero, può essere infangato con accuse false e denigratorie. Lo difenderemo sempre e in ogni sede. Per noi stessi, per il Festival e per la crescita culturale del nostro territorio.