Mafia Capitale colpisce anche il Governo. Indagato sottosegretario Ncd • Terzo Binario News

Mafia Capitale colpisce anche il Governo. Indagato sottosegretario Ncd

Giu 6, 2015 | Politica, Roma

alfano

Nel secondo atto dell’inchiesta Mafia Capitale si arriva sempre di più ai piani alti. Infatti è indagato a Catania nel filone sul Centro accoglienza per richiedenti asilo, il sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione del Nuovo Centro Destra. Le Procure di Roma, Catania e Caltagirone, indagano sul Cara di Mineo, paese siciliano in cui Ncd ha preso il 40% alle elezioni Europee su una media nazionale del 4%. Indagati, nello stesso filone, anche il Sindaco Ncd di Mineo Anna Aloisi, il Sindaco di Vizzini Marco Aurelio Sinatra e i manager del consorzio Calatino, Giovanni Ferrera, e della coop Sol Calatino Paolo Ragusa.

Castiglione è accusato di turbativa d’asta e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. In sostanza, secondo gli inquirenti, tra il 2011 e il 2014, da Presidente della Provincia di Catania e soggetto attuatore della gestione del Cara, avrebbe favorito il Consorzio Calatino, cooperativa che comprendeva, tra le altre, La Cascina, coinvolta nell’inchiesta romana, e la Croce Rossa. Nell’accusa si legge che veniva creato un bando ad hoc per l’appalto da 100 milioni nel 2014. In Sicilia, Odevaine, coinvolto nello scandalo di Mafia Capitale, faceva il consulente del consorzio, poi Presidente della Commissione aggiudicataria.
Sulla gestione della struttura siciliana di accoglienza dei migranti, la più grande c d’Europa, si è mosso anche Raffaele 
Cantone: “A noi l’appalto di Mineo 2014 era apparso immediatamente un abito su misura. Abbiamo evidenziato una serie di gravi irregolarità. Siamo al paradosso, ci sono gli arresti, ma l’appalto è ancora in corso”.

L’uomo di fiducia in Sicilia di Alfano, Giuseppe Castiglione, continua a dimostrarsi tranquillo e spera in un esito positivo delle indagini: “Ora basta, spero sia fatta luce – dichiara Castiglione -. Sono assolutamente sereno. Se ci sarà una mia responsabilità, che io escludo assolutamente, non dovrà prendere provvedimenti qualcuno, ma li prenderò io personalmente”.
La presunta implicazione di Castiglione scatena polemiche da destra a sinistra: “Dimostri rispetto alle ultime notizie che non ha alcun conflitto di interessi con il business dell’immigrazione clandestina”, afferma 
Renato Brunetta di Forza Italia.
Il 
M5S chiede le dimissioni di Alfano e Castiglione e Sel presenta una mozione alla Camera per le dimissioni del sottosegretario.
A difendere il Castiglione, il collega di partito, Renato Schifani: “Un avviso di garanzia non è una condanna”.
Sulla vicenda interviene anche il Presidente della Repubblica: “Il contrasto alla corruzione deve essere severo, nel nome del diritto e della libertà che la corruzione sottrae a ciascuno di noi”.