Riceviamo e pubblichiamo – Dopo l’alzata di scudi dei comuni di Ladispoli e Civitavecchia in merito al rifiuto netto di aderire all’Acea Ato 2 per il Servizio Idrico Integrato, anche Santa Marinella a gestione Acea, si schiera e denuncia le varie inadempienze della società, comunicando pubblicamente azioni legali nei confronti dell’azienda per il non adeguamento strutturale fognario, errata fatturazione e disguidi vari, ben noti anche a Cerveteri come accaduto in passato con importi stratosferici e disservizi similari.
L’inghippo, riguarderebbe un problema politico, il rimpallo fra Governo e Regione Lazio, difatti a chiarimento di tutto ciò, è stata presentata ultimamente la proposta di Legge Regionale 2 Marzo 2015, primo firmatario Gino De Paolis (SEL) per la definizione degli ABI. “Individuazione degli ambiti di bacino idrografico e organizzazione del Servizio Idrico integrato in attuazione dell’articolo 5 della LR 4 Aprile 2014 n 5 – Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”. Di seguito riporto la relazione a presentazione della legge:
“La presente proposta di legge scaturisce dal percorso che ha dato vita alla legge 2/2014 avente ad oggetto “tutela, governo e gestione pubblica delle acque”, proposta dai comitati per l’acqua e da 54 Consigli Comunali e approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 17 marzo 2014. E’ interamente frutto del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua, peraltro costantemente seguito e condiviso dagli scriventi, i quali per questi motivi la fanno propria. I principi ispiratori sono gli stessi che hanno dato vita alla legge di iniziativa popolare n. 5, scaturita dalla volontà popolare espressa nel referendum del 2011, che ha inequivocabilmente sancito che l’acqua è un bene comune inalienabile. Il comma dell’articolo 5 -Ambiti di Bacino Idrografico- della legge n 5/2014 recita:
1) Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,la Regione individua con apposita legge gli ambiti di bacino idrografico e, al fine di costituire formalmente le Autorità di detti ambiti, disciplina le forme e i modi della cooperazione fra gli enti locali e le modalità per l’organizzazione e la gestione del servizio idrico integrato, costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.Sono trascorsi più di sei mesi dalla data di approvazione della Legge: la ragione principale risiede nel fatto che il Governo ha impugnato la Legge Regionale n 5 in alcuni articoli o commi, tutti in contrasto con l’articolo 117 lettere e, 1, della Costituzione (norme sulla concorrenza).Per questo principale motivo è stato necessario provare a risolvere, attraverso una trattativa bilaterale Regione-Governo, senza stravolgere l’impianto complessivo della legge n 5.Nel frattempo, l decreto 12 settembre 2014 n 133/2014 (sblocca Italia) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n 262 dell’11 novembre 2014, ha introdotto nuove norme che modificano il titolo II parte III del DLgs 152/2006, che è la legge principale di riferimento, prevedendo una serie di adempimenti per il completamento dell’attuazione della disciplina regolante il SII e introducendo il concetto di unicità della gestione all’interno di ogni ambito territoriale ottimale. Per questo è stata fissata la data del 30 settembre 2015 entro la quale gli Enti d’ambito dovranno completare gli affidamenti, pena l’intervento sostitutivo della Regione e dello Stato.Da citare la delibera di Giunta n 947 del 30 dicembre 2014, con la quale opportunamente, la Regione Lazio ha ribadito di essere in linea con le normative vigenti e con gli adempimenti previsti. Viene ribadita implicitamente anche la volontà di dare seguito alla LR n 5, evitando con tale provvedimento l’ipotesi di commissariamenti anticipati, visto l’aumento della pressione nei confronti degli Enti Locali, molti dei quali condividono invece la necessità di un nuovo modello di gestione del Servizio Idrico Integrato, più vicino alle comunità locali”.

