Concertone del Primo Maggio. Tra polemiche e sorprese, anche quest'anno vince la musica • Terzo Binario News

Concertone del Primo Maggio. Tra polemiche e sorprese, anche quest’anno vince la musica

Mag 2, 2015 | Roma

statosociale bacio

Successo per il 25 esimo appuntamento del Concertone del Primo Maggio di Piazza San Giovanni, presentato da Camila Raznovich e Dario Vergassola e seguito da circa 700 mila spettatori.  Gli artisti ad esibirsi sono stati 35, spalmati nel corso dell’intera giornata con intervalli del Dj set a cura di Alessio Bertallot. La prima parte è stata dedicata ad otto giovani artisti. Il compito di dare il via alla kermesse è stato affidato alla band emergente romana dei KuTso, rivelazione delle Nuove Proposte dell’ultimo Festival di Sanremo. I quattro scatenati ragazzi hanno avuto sul palco, alla chitarra, un ospite d’eccellenza, nascosto da cappellone con barba finta e occhiali scuri, Alex Britti, loro produttore e ospite anche lui della maratona musicale. Prima dell’esibizione dei KuTso, la Piazza ha omaggiato il 70 esimo anniversario dalla Liberazione d’Italia con una versione al violino di Bella Ciao di Alessandro Quarta.

Sono stati gli Almamegretta, invece, ad aprire la sessione pomeridiana in cui si sono esibiti Mario Venuti, Giuliana De Sio, gli Otto Ohm, James Senese e il rapper Nesli. Prima della parte clou, la Paolo Rossi Band, e in ordine di apparizione, Enrico Ruggeri, Emis Killa, Paola Turci, Enzo Avitabile & Alpha Blondy, J-Ax, Irene Grandi, Bluvertigo, Lo Stato Sociale, Alex Britti, Goran Bregovic, Lacuna Coil, Noemi e Pfm. Per tutti circa 10 minuti di permanenza sul palco. Ospite d’onore Goran Bregovic che ha infiammato la serata di Piazza San Giovanni con il suo ritmo balcanico e i singoli più famosi, Gas gas, Kalasnjikov e Bella Ciao intonata da tutta la platea.
Non sono mancate le sorprese. C’è stato un bacio in diretta tra il cantante e il chitarrista dello Stato Sociale, saliti sul palco con tutina nera da mimo, volto oscurato e calze elastiche nere. Si auto-annunciano cosi: “Oscurati, invisibili come i poliziotti non identificati in occasione di scontri di piazza e torture nelle scuole. Riteniamo di dover essere oscuri e misteriosi come le ragioni per cui bisogna fare assolutamente la T
av e il Muos. Oscurati come le migliaia di migranti che ogni giorno cercano la sopravvivenza da noi e vengono lasciati morire in mare”. La band bolognese ha suonato meno del previsto perché si è vista negare una performance in favore dei diritti civili: sul palco, infatti, dovevano salire coppie gay ed etero per un balletto e lo scambio di un bacio, per un «limone di quaranta secondi» come è stato definito da Matteo Romagnoli del management della band. L’organizzazione, un’ora prima della coreografia, ha negato l’accesso al palco perché considerato «un momento di cui la stessa organizzazione non era a conoscenza». Sulla vicenda l’Arcigay di Bologna ha diramato una nota critica verso la Rai. “Sei coppie, due formate da gay, due da lesbiche e due da eterosessuali, avrebbero dovuto salire sul palco del concerto del Primo Maggio assieme allo Stato Sociale e baciarsi, ma la Rai lo ha impedito” ha denunciato il presidente di Arcigay, Flavio Romani, presente in piazza San Giovanni. “Le coppie erano già nel retropalco e avevano già firmato le liberatorie di rito, quando l’organizzazione ha comunicato loro che la Rai non intendeva mandare in onda quel contenuto essendo la trasmissione ancora in fascia protetta. Una censura insensata, che tratta l’omosessualità come una cosa oscena, impresentabile. Un atteggiamento inaccettabile, che nella tv pubblica, quella pagata anche con le tasse delle persone gay e lesbiche, rende invisibile un pezzo di Paese, proprio sul palco del Primo Maggio dove la parola diritti dovrebbe avere un significato particolare”. “Chiediamo ai vertici delle sigle sindacali che organizzano la manifestazione – conclude Romani – di prendere le distanze pubblicamente dall’atto discriminatorio.” Immediata la risposta della Rai: “Non sapevamo nulla della questione e non siamo stati coinvolti in alcuna decisione da parte degli organizzatori”.

Anche J-ax si espone e lo fa in particolare contro Matteo Salvini: “In Italia sembra che i rom siano sempre colpevoli di tutto. La cosa più imperdonabile è l’ascesa di Matteo Salvini, spiegatemi voi perché se un italiano va all’estero è un cervello in fuga, mentre se un ragazzo viene da noi è un negro che ci ruba il lavoro e questo anche se ha due lauree. La destra dice che questi sono discorsi politicamente corretti. Volete qualcosa di politicamente scorretto? Forse sono i nostri cervelli da cacciare a calci da Londra. Dovremmo capire che su quel barcone che sta affondando ci siamo tutti, anche noi”. Il rapper ha anche stigmatizzato i preconcetti sulle donne nel nostro Paese: “In Italia non puoi abortire perché sei considerata un’assassina, se ti stuprano te la sei cercata, se trovi lavoro ti pagano di meno, e se ti lamenti sei invidiosa. E se fai carriera sei pure una stronza. Però c’è un lavoro in cui tutti ti rispetteranno, se vuoi farlo, la escort. E sapete dove si ritroveranno tutte le escort? All’Expo”.
Alla fine
J-ax, ha anche occupato idealmente il palco, decidendo di affiancare Camila Raznovich alla conduzione della serata.