Sono almeno una decina i cooperanti di Ladispoli e Cerveteri bloccati in Burkina Faso dove è in corso un vero e proprio golpe.
Nel territorio di Ladispoli e Cerveteri le vicende che in questi giorni stanno riguardando il paese africano sono sentite in maniera molto particolare. Sono molte infatti le associazioni del territorio – si pensi ad esempio a Animo Onlus e Burkina Kamba – che seguono progetti di cooperazione in quel paese.
Proprio in questo momento ad esempio è presente a Ouagadogu una spedizione di 10 persone partita da Cerveteri una decina di giorni fa, che sta seguendo progetti nell’orfanotrofio di Yako.
“Li abbiamo sentiti e stanno bene” ha dichiarato Emiliano Giacinti, responsabile progetti in Burkina Faso di Animo Onlus – “In questo momento stanno cercando di ritornare da Yako nella capitale per essere rimpatriati poi domani”. Continua Giacinti “Noi che lavoriamo quotidianamente con quel popolo siamo veramente felici che qualcosa stia finalmente cambiando. Adesso abbiamo qualche preoccupazione per i tanti amici che stanno giù, ma anche tanta tanta speranza. Comunque secondo le ultime informazioni che abbiamo ricevuto da loro, sono riusciti a raggiungere l’albergo”.
Per ragioni di sicurezza la spedizione starebbe pensando di lasciare il paese anche se sembra che nelle ultime ore sia stato chiuso l’aeroporto che serve il paese.
Il motivo di quella che sta sembrando sempre di più una rivoluzione nasce dalla volontà del presidente Compaorè di indire un referendum che le permetta per la quarta di volta di candidarsi nelle elezioni presidenziali nel 2015.
Compaoré, 63 anni, è arrivato al potere nel 1987 con un colpo di stato. Da allora è stato rieletto quattro volte, a partire dal 1991, per due mandati di sette anni e due di cinque anni. L’opposizione teme che rivedere i limiti di mandato fissati nel 2005 possa consentire a Compaoré di rimanere al potere per altri 15 anni di potere.
