La decisione di una procedura d’infrazione in sede europea era nell’aria da tempo, ma ora è ufficiale: “la situazione del trattamento dei rifiuti nella Regione Lazio, anche alla luce delle iniziative contro l’applicazione del decreto del ministro dell’Ambiente del 3 gennaio 2013 sui rifiuti del Lazio, costringe la Commissione a deferire l’Italia alla Corte europea di giustizia“. Lo rende noto il Ministero dell’Ambiente in un comunicato a firma del ministro Clini.
La Commissione europea è preoccupata soprattutto perché che “pur apprezzando l’impegno del ministro dell’Ambiente, ha rilevato che sono a rischio la chiusura della discarica di Malagrotta e il trattamento dei rifiuti, oggetto della procedura d’infrazione aperta nel 2011″.
Clini osserva che la procedura messa in atto dal commissario Potocnik è «il risultato inevitabile della situazione che si è venuta a creare in seguito alle opposizioni al decreto del 3 gennaio, opposizioni che in vario modo convergono verso l’unica “abituale” conclusione per Romà a vantaggio del conferimento in discarica».
Il ministro nella nota ha anche ricordato «l’incredibile situazione degli impianti regionali di Tmb (trattamento meccanico biologico) e per la produzione di combustibile derivato dai rifiuti che, nonostante le disposizioni del decreto e l’intervento del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, continuano a essere utilizzati meno del 50% della loro capacità». Al tempo stesso, Clini ribadisce che «resta a livelli insoddisfacenti la raccolta differenziata, e in particolare la selezione della frazione umida, la quale potrebbe essere valorizzata con la produzione di compost».
Il ministero dell’Ambiente per far fronte a questo problema ha deciso di convocare per il 20 marzo l’Ama e le imprese individuate dal decreto del 3 gennaio “per definire un piano di azione vincolante, anche utilizzando i poteri straordinari che sono stati attribuiti al ministro dalla legge di stabilità 2013″ in modo da completare il programma di allineamento di Roma “agli standard previsti dalle direttive europee e dalle leggi nazionali entro i tempi previsti e comunque prima che la corte assuma la sua decisione”.
Inoltre Clini ha scritto al nuovo presidente della Regione Nicola Zingaretti, al sindaco di Roma Gianni Alemanno e al commissario della Provincia Umberto Postiglione per chiedere lo sblocco delle procedure di autorizzazione degli impianti di trattamento e recupero.
