“Notizia del 24 maggio: l’acqua erogata dai rubinetti di Marina di San Nicola e Monteroni, incluso Olmetto, non è potabile per contaminazione da batteri fecali.
Per l’esattezza su acquedotto Statua , ovvero Monteroni e Olmetto, oltre al vecchio eccesso fuorilegge di cloruri si è aggiunta la contaminazione da coliformi ed enterococchi mentre nell’acquedotto di Marina di S.Nicola si parla solo di contaminazione da coliformi.
Questo con Ordinanze Sindacali 52/24 e 53/24. La questione è seria e va evitato di usarla per tutto ciò che porti l’acqua direttamente alla bocca, come lavare verdura da consumare cruda o lavarcisi i denti.
Fin qui l’informazione a tutela della salute che deve venire prima di tutto. Ma non possiamo esimerci dal rilevare dei grossi punti interrogativi ai quali speriamo qualcuno voglia dare pronta risposta, visto che parliamo di salute pubblica.
Innanzitutto è stato sempre dato per scontato che le due condotte fossero separate e mentre quella di Statua è stata rilevata da ATO2 ma trascurata, in quanto proviene direttamente dai pozzi di Statua e non dall’impianto di miscelazione.
L’altra condotta, ovvero quella di S.Nicola, è indipendente e viene alimentata da pozzi autonomi di proprietà del Consorzio che provvede anche alla depurazione prima di distribuirla ai suoi soci.
Molto strano che le due condotte presentino inquinamento simile e contemporaneamente visto che i pozzi distano poco meno di 2 chilometri di distanza.
Delle due l’una: o comunicano oppure l’inquinamento è arrivato alle falde più profonde. Questi sono i rischi del prelievo in loco in assenza di studi specifici preliminari.
Un’altra domanda riguarda la potabilizzazione effettuata da S.Nicola che potrebbe aver agito solo parzialmente visto che i Fecali sono stati trovati, a meno che la contaminazione abbia avuto luogo nelle tubature. Tubature che nessuno ha mai chiarito se siano di proprietà comunale o consortile mentre è sicuro che le bollette vadano a favore del Consorzio, in quanto responsabile civilmente e penalmente del prodotto distribuito. Stesso Consorzio che non si capisce in quale misura provveda alla depurazione delle acque reflue, visto che, in una interrogazione posta da Trani mesi fa, arrivò una risposta ambigua da parte del delegato Moretti rispetto a quanto ATO2 avesse risposto a Trani, informandolo di non ricevere alcun importo di depurazione per S. Nicola.
Se ne potrebbe dedurre che l’acqua la estragga e depuri il Consorzio di S.Nicola, la distribuisca su condotte di proprietà del Comune e riscuota le bollette dai propri soci ma non si capisce se versi la depurazione ad ATO2 oppure la depurazione la paghino tutta, o in parte, solo i cittadini di Ladispoli. Vedremo come finirà questa querelle, ma una cosa è certa ovvero che la convenzione pervicacemente firmata con rullo di tamburi dal sindaco Grando con il Consorzio presenta lacune su vari punti.
Andiamo al delegato Moretti che, di suo, era uno strenuo sostenitore del secondo pozzo, costato a fin dei conti circa 700.000€ per portare più acqua ma che, realizzato a ridosso del precedente, potrebbe aver devastato le falde della zona. Intanto abbiamo capito che da quel pozzo arriva acqua più salata. Peraltro un pozzo poco utile visto che ATO2 è costretta, per dare un prodotto potabile, a miscelare varie sorgenti e da lì distribuire il prodotto, contrariamente al vecchio acquedotto gestito da Flavia che aveva tronchi indipendenti.
Sorge così la domanda: ma per Monteroni non era meglio spendere i soldi per agganciarsi alla vasca di miscelazione aumentando la fornitura ATO2 invece che sprecarli in un pozzo poco utile?
Ora però il problema è di ATO2 che deve anche sbrigarsi viste le implicazioni penali. Senza trascurare che insiste a non voler riconoscere alcun rimborso a chi paga per potabile acqua che non lo è. Siamo anche curiosi di vedere cosa farà ATO2 per un acquedotto privato come quello di S.Nicola sul quale, forse, dovranno essere spesi soldi pubblici.
Attendiamo quindi uno spunto dal primo cittadino che siede di diritto nel Consiglio di ATO2. Ma non abbiamo mai visto una presa di posizione seria del sindaco Grando che, invece, di facciata bacchetta ATO2 ma poi non tutela i cittadini come hanno fatto altri sindaci che poi hanno anche avuto ragione anche in sede giudiziaria.
Infatti il concetto è che, se mi dai un prodotto diverso dal potabile ho diritto, quantomeno, ad un ristoro economico mentre a Monteroni e Olmetto sono sei (diconsi 6) anni che il prodotto non è potabile ma ATO2 presenta bollette senza tenerne conto.
Per questo motivo ATO2 va strigliata, viceversa è molto populista ma si potrebbe ben dire ipocrita, intimare da Sindaco ad ATO2 di agire quando:
1) hai creato una condizione autonoma di confusione su S.Nicola in cui non si capisce di chi siano le condotte e come sia organizzato il servizio
2) hai pagato per un pozzo che potrebbe aver creato un danno ambientale alle falde (e questa contaminazione potrebbe esserne la prova) e lo hai fatto quando era chiaro che ATO2 avrebbe preso il servizio e
3) Non hai mai tutelato i cittadini pretendendo il ristoro da una palese e conclamata ingiustizia.
Potremmo aggiungere molti altri argomenti ma ci manteniamo su questi. Restiamo in attesa che la potabilità torni accettabile e che si faccia qualcosa per riprendere il controllo di una situazione a dir poco confusa, ma che potrebbe anche avere risvolti penali visto che si parla di Salute Pubblica.
Un sindaco double face, con una poltrona a Ladispoli ed una in ATO2, specialmente perché ATO2 ha dichiarato apertamente in tutte le sedi, dalla VAS alle risposte al Consiglio Comunale che la situazione non è sanabile a breve e serve intervenire pesantemente, nonostante ciò aumentano gli insediamenti residenziali senza tenerne conto nella speranza, forse, che l’acqua arrivi dal cielo e, speriamo, senza fare danni. Sono risvolti a dir poco non ortodossi, ma potremmo anche dire che sono veri e propri “stupri” dell’urbanistica. E terminiamo con un aforisma dello storico del ‘600 Thomas Fuller, “Non conosciamo mai il valore dell’acqua finché il pozzo non si prosciuga”.
cardinal Mazzarino
