Santa Rosa, a Viterbo è festa anche dell'artigianato • Terzo Binario News

Santa Rosa, a Viterbo è festa anche dell’artigianato

Ago 30, 2023 | commercio, lavoro, Sindacati, Viterbo

“Ci sono appuntamenti che si legano ad altri, come tradizioni nella tradizione. Santa Rosa è così: insieme all’aspetto religioso e al Trasporto della Macchina si porta dietro un patrimonio altrettanto importante, quello dell’artigianato”. La segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia, Luigia Melaragni, introduce così quello che ormai è diventato un classico. Anzi, due: i dolci e le creazioni nate dalle mani degli artigiani che prendono spunto dalla festa e la portano a un livello superiore.

Sotto col forno e fermi: sul percorso della Macchina c’è la pasticceria Garibaldi, sull’omonima via, che sul tema ha allestito tutta la vetrina. Maritozzi, pane di Santa Rosa e biscotti del Facchino. I primi sono quelli a ricetta classica viterbese, ma senza uvetta: farina, zucchero e burro, il tutto lievitato sei ore. Un impasto morbidissimo all’interno, che si abbina a meraviglia con la panna. Impasto dolce per il pane, arricchito con nocciole rigorosamente dei Monti Cimini, uvetta e cioccolato fondente. E pastafrolla con pasta di zucchero per i biscotti che prendono i contorni dagli uomini del 3 settembre.

Pasticceria Garibaldi viterbo santa rosa

E spostandosi in via Pasubio c’è il Vapoforno, un altro pezzo di tradizione ormai consolidatissima. Come ogni anno infatti Eraldo e Stefano Costantini sfornano qualcosa come 2-300 mega maritozzi che vengono consegnati ai Facchini prima del “Sollevate e fermi”. L’impasto è a base di uvetta, aromi e zucchero. L’iniziativa risale a decenni fa: una volta erano distribuiti dal forno che si trovava in fondo alla salita di Santa Rosa, loro l’hanno ripresa dal 1983.

Vapoforno, Stefano ed Eraldo Costantini viterbo santa rosa

Da un forno a un altro forno, che però ha una finalità diversa. Anche le ceramiste non sono da meno. C’è Cinzia Chiulli di Percorsi artistici in via San Pellegrino, per esempio, che ha ideato e realizzato alcune creazioni con protagonista la Santa bambina, il cui volto è volutamente coperto da una rosa. Ognuno la immagina come vuole, perché l’importante non è l’estetica, ma ciò che ha fatto in vita. La rosa rappresenta il carattere delicato e spirituale, con lo stelo che indica determinazione. La brocca riprende il miracolo di quella risanata, quello delle rose e intorno dei cuori, come quello di Rosa, ritrovato integro. I colori sono il bianco della purezza, il rosso della passione di Facchini e viterbesi.

oggetti artigianato lai santa rosa viterbo

Poi c’è Daniela Lai, dell’omonima Bottega d’arte, sempre in via San Pellegrino. Il suo omaggio a Santa Rosa: le croci in zaffera con il simbolo della Santa, “La Rosa” ed il Tau, simbolo di San Francesco e con la foglia di quercia in zaffera, la preziosa e rara tecnica viterbese del Quattrocento. E ancora le acquasantiere e il simbolo religioso IHS (Jesus Hominum Salvator, Gesù Salvatore degli uomini), che veniva apposto nelle case medievali di Viterbo a indicare il luogo dove ha predicato San Bernardino e si abbracciava la fede cattolica.

Brocca Cinzia Chiulli santa rosa viterbo

Infine, Daniela Lombardo di Creazioni Daniela, in via Cavour 45. Creazioni di nome e di fatto, che toccano un po’ tutti gli aspetti della festa: Santa, Facchini, Macchina. Per lei lavorazione della ceramica con varie tecniche: lastra, bassorilievo e tutto tondo con argilla bianca e rossa. Gli smalti e i colori usati sono atossici e senza piombo. La decorazione è realizzata a pennello o con moderna tecnica digitale, riproducendo suoi acquarelli originali con successiva cottura tradizionale.

Insomma, Santa Rosa con l’artigianato è una festa nella festa.