Da Civitavecchia all’India e ritorno: la storia di Manuele Blasi • Terzo Binario News

Da Civitavecchia all’India e ritorno: la storia di Manuele Blasi

Dic 21, 2018 | Civitavecchia, Sport

A Civitavecchia parte e si conclude la sua storia, fatta di tanto lavoro, sacrificio ed una passione mai spenta per quel pallone da calciare, custodire, riconquistare. Parliamo di Manuele Blasi, ex calciatore, professionista del centrocampo. La carta d’identità alla voce data di nascita recita 17 agosto 1980 , luogo, proprio Civitavecchia dove dopo un lungo girovagare tornerà a per chiudere la sua carriera. Ma partiamo dagli inizi.

Il settore giovanile che lo forma è di quelli tosti, tra i migliori in cui si potesse passare. Quello della Roma, dove sfiora anche la prima squadra e viene ceduto poi in prestito al Lecce nella stagione 1998/1999. Una prima avventura lontano da casa per crescere e fare esperienza misurandosi con i più grandi. Il bottino in Serie B con i pugliesi è di 12 presenze e al termine del campionato rientra alla Roma, dove, con il neotecnico Fabio Capello, trova poco spazio: cinque volta in campo, quindi la decisione di separarsi. L’occasione è ghiotta: l’ambizioso Perugia cede ai giallorossi il giapponese Hidetoshi Nakata e nell’ambito della stessa operazione è proprio Blasi la contropartita tecnica che finisce in Umbria dove veste biancorosso per tre stagioni, tutte in Serie A. L’incontro con Serse Cosmi è fortunato per Manuele, che da esterno di centrocampo viene trapiantato davanti la difesa e lì costruisce la sua carriera da centrale di centrocampo votato all’interdizione, ma abile anche come regista.

Qualità importanti che non passano inosservate, tanto da conquistare addirittura la Juventus che, però, prima lo ‘parcheggia’ in prestito al Parma, dove la sua avventura viene frenata da una squalifica in seguito ad un controllo antidoping. Per i bianconeri, però, non ci sono dubbi: Blasi è da Juventus e nella Juventus arriva nella stagione 2004/2005, dove ritrova proprio Fabio Capello, che questa volta però punta su di lui. Soprattutto nel primo campionato contende il posto da titolare ad Alessio Tacchinardi e Stephen Appiah, arrivando a collezionare 27 presenze di alto livello al fianco di Emerson. L’anno successivo, però, l’arrivo di Patrick Vieira complica i piani e lo spazio si riduce. Almeno a centrocampo, visto che Capello lo riutilizza poi anche nelle vesti di terzino. Con la maglia bianconera arriva la gioia della chiamata in Nazionale, ma anche la delusione per i due scudetti revocati in seguito alla vicenda Calciopoli.

Con la Juventus in B, Blasi continua il suo girovagare per l’Italia accasandosi alla Fiorentina che lo rileva in prestito e non lo riscatta. Quindi arriva la chiamata del Napoli. 73 presenze e zero reti in azzurro tra il 2007 e il 2011, con in mezzo la breve parentesi a Palermo e la tournée disputata negli Usa con il Milan, che però non lo tessera e quindi torna al Napoli. Nell’estate del 2011 si consuma l’addio definitivo, con il ritorno a Parma nell’operazione che porta al ‘San Paolo’ il centrocampista Blerim Dzemaili. In seguito, poi, un altro ritorno, con Serse Cosmi a Lecce, prime delle avventure a Pescara e dunque a Varese, dove resta due anni. Nel 2015 un’altra svolta, una scelta di vita: c’è l’India con il Chennaiyin allenato da Marco Materazzi che lo chiama, lo ingaggia e lo porta alla vittoria del campionato locale vincendo in finale contro il Goa FC. A febbraio 2016 c’è spazio per un nuovo ritorno in Italia, per la precisione in Lega Pro, dove veste la maglia dell’Ischia Isolaverde. Ma l’avventura non è fortunata e quindi nello stesso anno torna al Chennaiyin, che però non è più quello del titolo e infatti si piazza penultimo in classifica. È il momento di rientrare, di riavvicinarsi a casa. C’è la Compagnia Portuale Civitavecchia che lo accoglie nel 2017 in Eccellenza laziale. Lì, dove tutto era iniziato.