Dalla valle D’Aosta fino alla Sicilia. Questa è la grandezza della mobilitazione per Marco Vannini.
Un’ondata di grida silenziose che con l’hashtag #noninmionome si appresta a manifestare il 17 maggio, giorno del terzo anniversario della morte di Marco Vannini, contro la sentenza per la morte del giovane Marco. Una condanna in primo grado alla famiglia Ciontoli inferiore alle richieste avanzate dalla pm D’Amore.
14 anni per omicidio volontario ad Antonio Ciontoli, tre condanne a tre anni per omicidio colposo alla moglie Maria Pezzillo e ai figli Federico e Martina e una assoluzione a Viola Giorgini, fidanzata di Federico. Troppo poco per la famiglia del giovane che non si è mai arresa e continua a chiedere giustizia per Marco.
E attorno alla famiglia Vannini è l’Italia intera che si sta stringendo. Il giorno 17 maggio piazze e strade in Italia si riempiranno di persone che, con candele e una maglia bianca con scritto #noninmionome, sono pronte a dissociarsi da quanto deciso dai giudici. A Cerveteri alle 21 una fiaccolata fiaccolata che partirà da piazza Aldo Moro per poi concludersi a Largo Almunecar.

Ad arrivare la sera della fiaccolata sarà anche Alessandro Signorini, partito a piedi da Pontedera per raggiungere Cerveteri il 17 maggio. 290 chilometri a piedi in una marcia di protesta e di rabbia contro la sentenza “shock”.
Intanto a Ladispoli e Cerveteri commercianti, privati, e associazioni continuano nella loro manifestazione iniziata il giorno dopo la sentenza: “Io sono Marco. Giustizia e verità per Marco Vannini”. Così recitano i manifesti affissi sulle vetrine di decine e decine di negozi a Ladispoli. Un gesto di protesta, a fronte della sentenza emessa.
