Ztl Fascia Verde, Patanè: "Provvedimento di salute pubblica, non di mobilità" • Terzo Binario News

Ztl Fascia Verde, Patanè: “Provvedimento di salute pubblica, non di mobilità”

Mag 13, 2023 | Politica, Roma

L’assessore comunale: “Presenteremo alla Regione Lazio diverse ipotesi di modifica, proprio per venire incontro alle esigenze sociali che si sono determinate”

“La più grande percentuale di autovetture Euro 2, Euro 3 diesel che abbiamo nei diversi quartieri ce l’abbiamo al centro della città, dove abbiamo il 41 per cento delle autovetture che rientrano negli attuali limiti che sono scattati a novembre 2022. Quindi non è un provvedimento iniquo ma colpisce tutti”. Eugenio Patanè, assessore comunale alla Mobilità, è intervenuto ai microfoni di Antonio Romano e Marco Scordo a “Festa Privata” in onda su Elleradio. Il tema è stato quello della Ztl Fascia Verde.

L’assessore capitolino ha commentato: “Vedo che c’è una grande confusione. Prima di tutto questo non è un provvedimento di viabilità o di mobilità. Non è che noi facciamo questa cosa perché una mattina ci siamo svegliati e abbiamo pensato che bisognava ridurre il traffico. Non è questo il tema. C’è stato un lungo iter amministrativo che addirittura è partito nel 2012 e che ha comportato, per Roma, una serie di condanne da parte dell’Unione europea per il sistema Paese, per la Regione Lazio e dunque per Roma, su due inquinanti in particolare che sono le polveri sottili, le PM10, e il biossido di azoto, cioè le No2, che sono due inquinanti molto nocivi per la salute delle persone, soprattutto per la salute di bambini e anziani. Siamo stati condannati a pene molto rilevanti da un punto di vista economico finanziario. Basti pensare che la Regione Lazio è condannata a diversi milioni di euro da dover risarcire come sanzione all’Unione Europea. In base a questo è stato fatto dalla Regione Lazio un piano della qualità dell’aria che nelle sue norme ha obbligato il Comune di Roma a intraprendere un piano progressivo di eliminazione dei veicoli più inquinanti”.

“Quindi – ha insistito – il provvedimento che il Comune di Roma ha preso è innanzitutto un provvedimento non di viabilità, ma di salute pubblica e l’ha preso in conformità alle norme tecniche di attuazione, appunto, del piano di qualità dell’aria regionale. Addirittura noi abbiamo, come dire, bypassato alcune norme che già ci obbligavano… per esempio lei citava le Euro 4 diesel… Se lei legge l’articolo 24 le norme tecniche di attuazione del piano della qualità dell’aria regionale ci obbligavano a vietare l’ingresso in fascia verde degli Euro 4 diesel già a novembre 22.

Sempre Patanè: “Le norme tecniche di attuazione del piano della qualità dell’aria già in fascia verde, quindi non nell’anello ferroviario, ma già in fascia verde, obbligavano a limitare proprio l’accesso e quindi noi non abbiamo allargato niente rispetto alla norma regionale”. E anche: “Questo non è un problema, un provvedimento di mobilità, di trasporto. Questo è un provvedimento ambientale. Le faccio un’ iperbole. Ammettiamo, poniamo il caso che nella nostra città non ci siano né metropolitane, né bus, né taxi, né nessun tipo di trasporto pubblico. Questo provvedimento sarebbe stato preso ugualmente. Nel senso che è un problema di salute pubblica e di la qualità dell’aria che noi respiriamo e che porta una serie di problemi. Noi abbiamo avuto 80.000 morti all’anno per diversi tipi di malattie. O noi risolviamo questo tipo di problema, soprattutto nei grandi centri urbani o noi continueremo ad avere problemi anche da un punto di vista sanitario.Il problema non è se il trasporto pubblico funziona o meno. Se non ci fosse e non esistesse questo provvedimento, sarebbe stato preso ugualmente perché è un problema di salute pubblica”.

Non solo: ” A fronte, appunto, di una tutela della salute delle persone noi dobbiamo porci il grande tema sociale che di fronte a questi provvedimenti sulla transizione ecologica noi dobbiamo assolutamente affrontare. Per questa ragione, proprio esattamente per questa ragione che dice lei, cioè venire incontro alle persone che non se lo possono permettere oggi di cambiare un’autovettura, l’unica strada è quella amministrativa perché non ce ne sono delle altre. Aprire un tavolo tecnico con la Regione Lazio proprio per le ragioni che le dicevo prima. Siccome questo provvedimento deriva da una norma regionale, questa norma regionale può essere derogata, ma può essere derogata a saldo zero, e solo a saldo zero. Vuol dire che se noi abbiamo quei due inquinanti che oggi rendono la qualità dell’aria pessima e per i quali sforiamo sempre, costantemente, ogni anno, cioè se noi stiamo oltre i limiti consentiti di medio anno per esempio sul biossido di azoto che è l’ultima condanna che abbiamo avuto, noi dobbiamo ragionare con la Regione Lazio su un tavolo tecnico che ci dica dove poter recuperare”.

“Se noi facciamo una determinata deroga, una determinata proroga, dobbiamo capire come recuperiamo da qualche altra parte. Quindi le modifiche e le deroghe che possono essere fatte alla norma tecnica regionale devono essere compensate da altre limitazioni che noi facciamo. Quindi il problema è non politico… La libertà di ognuno di noi finisce dove inizia quella dell’altro e quindi oggi noi dobbiamo tenere insieme libertà individuale, libertà collettiva ma anche beni collettivi. Il bene primario è quello, diciamo, della salute. Anche se non la pensassi così, diciamo che io fossi d’accordo con lei, purtroppo ci sono norme, sentenze, regolamenti e piani di pianificazioni regionali che ci obbligano a fare questo tipo di ragionamento”. 

“Il piano della qualità dell’aria regionale accompagna questo provvedimento con una serie di incentivi. L’incentivo alla sostituzione di mezzi commerciali piuttosto che l’aiuto alla rottamazione e a chi rottama noi diamo per due o tre anni, il tempo necessario a comprare un’altra autovettura, l’abbonamento metro e bus. Ovviamente i soldi che abbiamo non sono e non saranno mai sufficienti a garantire degli incentivi a cambiare la macchina. Stiamo chiedendo con forza sia alla Regione sia agli enti subordinati di aiutare questa transizione ecologica consentendo ai cittadini che devono cambiare l’autovettura di poter avere un incentivo per per sostituirla.”

“Il capo di gabinetto del sindaco ha inviato una lettera al suo omologo della Regione Lazio chiedendo di istituire un tavolo tecnico che peraltro, in via informale, è già stato stabilito dal presidente Rocca e dal sindaco Gualtieri, che si sono visti e che hanno concordato l’esigenza, appunto, di fare questo tavolo tecnico. Adesso ci sono le formalità per poterlo fare, perché noi siamo istituzioni, ragioniamo con gli atti e non con le interviste. Quindi è partita la lettera e speriamo che ci si possa incontrare per tentare di capire quali sono i margini di manovra. Ovviamente la proposta delle deroghe sta al Comune di Roma, quindi noi presenteremo alla Regione Lazio diverse ipotesi di modifica, proprio per venire incontro alle esigenze sociali che si sono determinate. È evidente che, dall’altra parte, noi dobbiamo avere un assenso su questa ipotesi di deroga e dobbiamo avere un accordo anche da  parte degli organi scientifici che fanno questo tipo di lavoro. Cioè, al tavolo, io spero che possa sedere anche il direttore della direzione ambiente della Regione Lazio, che possa esserci l’ARPA e insieme tentare di capire, a fronte di alcune deroghe, cos’è che possiamo inasprire per compensare. Presenteremo al tavolo alcune proposte e vediamo come questo saldo zero si ottiene e, soprattutto, quello che dicevate voi e che io ho ben presente e cioè che dobbiamo aiutare i cittadini che stanno più in difficoltà”.