di Ginevra Amadio
Certi ritorni sono i più inattesi. Ma più graditi. Dopo anni di lontananza dalle telecamere “che contano”, appannaggio di soliti noti non sempre notabili, Alessandro Greco è tornato in Rai con tutta la professionalità che lo caratterizza. Sorrisi e savoir faire, scioltezza e ottima dizione per un artista per anni ingiustamente sparito dalle scene che lo avevano innalzato.
Dopo il ritorno di Furore, forse evitabile per non imprigionare Greco e le sue doti in un format riuscito, ma troppo nostalgico, il conduttore tarantino si pone alla guida di un quiz originale e non scontato, frettolosamente bollato come farraginoso da chi non vede l’ora di stupire con giudizi tranchant.
Sì perché Zero e lode! proprio in virtù del suo meccanismo ha bisogno di essere spiegato. Quattro coppie di concorrenti devono indovinare le risposte meno date da un campione di circa cento persone. Più il concorrente indovina le risposte meno gettonate, più ha la possibilità di vincere. Il gioco si articola in tre manche a eliminazione, finché la coppia superstite non arriva a giocarsi il tutto per tutto per il montepremi finale. È l’originale contro lo scontato, lo straniamento contro l’abitudine. Appare chiaro, dunque, come le spiegazioni del conduttore, almeno in fase di rodaggio, siano inevitabili oltre che necessarie.
A fare da controllore-divulgatore c’è poi il simpatico Zerologo Francesco Lancia, subentrato in corsa al Signor Zero Stefano Santucci; spetta a lui l’onere didattico di illustrate le risposte più o meno fornite, oltre a condire con curiosità e nozioni il dibattito piacevole di un gioco in cui, al di là del divertimento, si impara tanto.
E non c’è niente di didascalico o pedante negli interventi della garbata coppia che non fa rimpiangere alcun gioco o quiz precedente, nemmeno quelli in fasce orarie decisamente più felici (Zero e lode! va in onda dalle 14:00 alle 14:55 su Rai 1). Gli interventi frizzanti e mai volgari di Alessandro Greco ricordano piuttosto una professionalità che sembrava perduta, laddove la distanza tra conduttore e concorrente era stata non solo abolita, ma calpestata. Greco dimostra invece che essere affabili senza eccessi paga, almeno nei confronti di un pubblico stanco del travalicamento della linea della buona creanza in tv.
E pazienza se qualcuno va troppo di corsa per non sopportare di ascoltare qualche spiegazione in più. Il quiz è avvincente e appassionante, e soprattutto non banale. Ci vuole un po’ di tempo per entrare nel meccanismo ma del resto allargare e perturbare gli automatismi della percezione dovrebbe essere compito precipuo di ogni forma d’arte, compresa la televisione. Per questo infatti si scrive Zero ma si legge Dieci e lode.
