Visita Medica del Lavoro: perché non è una formalità (e cosa cambia davvero per Aziende e Lavoratori) • Terzo Binario News

Visita Medica del Lavoro: perché non è una formalità (e cosa cambia davvero per Aziende e Lavoratori)

Feb 5, 2026 | Nazionali, Sanità

C’è un equivoco duro a morire: la Visita Medica del Lavoro come “pratica da fare”, un appuntamento che si spunta e si archivia. In realtà, la visita medica aziendale nasce con un obiettivo molto più concreto: monitorare la Salute del Lavoratore nel tempo, verificare che possa continuare a svolgere la sua mansione senza rischi per la propria Salute e, quando serve, intervenire prima che un’esposizione o una condizione diventino un problema serio.

La Visita Medica del Lavoro viene svolta dal Medico Competente aziendale, cioè il professionista che attua la Sorveglianza Sanitaria. Ed è obbligatoria in tutte le aziende in cui sussiste l’obbligo di Sorveglianza Sanitaria: in pratica, quando il DVR segnala rischi lavoro-correlati e c’è almeno un Lavoratore. In quel caso il Datore di Lavoro deve nominare il Medico Competente e attivare la Sorveglianza Sanitaria.

Per capire come funziona davvero questo meccanismo — e perché è uno snodo organizzativo prima ancora che sanitario — ne abbiamo parlato con Dott.ssa Roberta Rovere, RSPP ed esperta nella gestione e nel coordinamento della Sorveglianza Sanitaria, in GDM Sanità, azienda torinese che da anni si occupa di Medicina del Lavoro e visite mediche del lavoro per dipendenti a Torino.

Dottoressa Rovere, partiamo dalla definizione: cos’è la Visita Medica del Lavoro?
È una visita svolta dal Medico Competente aziendale con lo scopo di monitorare la Salute del Lavoratore. È uno strumento della Sorveglianza Sanitaria: attraverso accertamenti periodici si verifica che la persona possa continuare a svolgere la propria attività lavorativa senza rischi per la salute. E al termine della visita il Medico Competente esprime un Giudizio di Idoneità (o di inidoneità).

Quando scatta l’obbligo?
Quando il DVR evidenzia rischi lavoro-correlati. In tutte le aziende in cui c’è questo presupposto, e dove è presente almeno un Lavoratore, il Datore di Lavoro è obbligato a nominare il Medico Competente e ad attivare la Sorveglianza Sanitaria.

Il Lavoratore può rifiutarsi?
No. Se in azienda sono presenti rischi e quindi è obbligatoria la Sorveglianza Sanitaria, i Lavoratori sono obbligati a sottoporsi alle visite. E l’obbligo non fa eccezioni: vale anche per tirocinanti, stagisti e volontari, con qualsiasi tipo di contratto, nel pubblico e nel privato.

Quali tipi di visita medica del lavoro esistono?
Ce ne sono diverse, e dipendono dal momento e dalla motivazione.

  • Visita preventiva o preassuntiva: serve ad accertare l’idoneità alla mansione e l’assenza di controindicazioni. Può essere fatta prima dell’assunzione o poco dopo. A differenza delle altre, la visita preassuntiva, può avvenire fuori dall’orario di lavoro perché il rapporto di lavoro non è ancora formalmente iniziato.
  • Visita periodica: è quella che si ripete nel tempo per monitorare l’andamento delle condizioni del Lavoratore. In genere si fa una volta all’anno, a volte anche più spesso.
  • Visita su richiesta del Lavoratore: è un diritto: il dipendente può richiederla al Medico Competente in qualsiasi momento, indipendentemente dalle scadenze del programma di sorveglianza.
  • Visita al cambio mansione: obbligatoria quando una nuova mansione comporta rischi diversi o maggiori e va verificata l’idoneità rispetto alle attività che cambiano.
  • Visita al termine del rapporto di lavoro: non è sempre obbligatoria, ma è prevista in situazioni specifiche, ad esempio in caso di esposizione a particolari rischi durante l’attività.
  • Visita prima del rientro dopo oltre 60 giorni di assenza continuativa: se il lavoratore, soggetto a sorveglianza sanitaria, è assente per motivi di salute (malattia o infortunio) per più di 60 giorni, deve fare una visita di idoneità specifica alla mansione prima di riprendere, per tornare in sicurezza.

Ogni quanto si fanno queste visite?
La periodicità la decide il Medico Competente. Generalmente si procede ogni anno o ogni due anni, ma il Medico può stabilire una frequenza maggiore in base agli esiti della visita o a una particolare sensibilità rispetto a un rischio lavorativo.

Dove si svolge la visita medica del lavoro?
In uno studio all’interno di una struttura idonea, con requisiti precisi: deve esserci un lettino medico, un rotolo di carta, un lavandino, un tavolo con due sedie. L’ambiente deve essere riscaldato e deve essere presente un bagno accessibile.

Quali esami vengono eseguiti?
Si parte da un accertamento generale, in cui il Medico Competente valuta i parametri principali. Poi, in base alla mansione, possono esserci esami specifici come:

  • ECG (elettrocardiogramma)
  • Spirometria
  • Audiometria
  • Valutazione del Rachide
  • Visiotest
  • Analisi del sangue o delle urine
    E, se la mansione lo prevede, anche Alcol Test ed esami tossicologici come il droga test.

Se il Giudizio non convince, si può contestare?
Sì, è possibile contestare il giudizio, ma bisogna muoversi entro tempi precisi: entro 30 giorni dalla ricezione del giudizio, con una procedura specifica presentata all’ASL. È un diritto garantito dalla Legge. Il costo amministrativo del ricorso è solitamente gratuito e la decisione finale spetta a un collegio medico dell’ASL.

Nel frattempo il Lavoratore può continuare a lavorare?
Qui bisogna essere molto chiari: un Giudizio di Inidoneità temporanea o permanente ha effetti immediati. In altre parole, non consente di continuare a svolgere le mansioni durante l’attesa dell’esito del ricorso.

«Tempo, costi e retribuzione: le tre domande che arrivano sempre»

Quanto dura una Visita?
In genere non è diversa da una Visita Medica “normale”. Per gli accertamenti generali si parla spesso di circa 15 minuti; se sono necessari esami o visite specifiche, può richiedere più tempo.

Chi paga la Visita Medica del lavoro?
Il Datore di Lavoro: è obbligato a sostenere le spese della Sorveglianza Sanitaria.

La visita è retribuita?
Sì. La Visita Medica del lavoro deve essere svolta durante l’orario di lavoro e quindi regolarmente retribuita. Se, in casi eccezionali e giustificati, viene fatta fuori orario, il Lavoratore è comunque considerato in servizio e deve essere retribuito.

Cosa rischia un Datore di Lavoro se non attiva la Sorveglianza Sanitaria e le Visite?
Le sanzioni sono pesanti e possono essere amministrative o penali: si parla di multe fino a 5.699,20 euro o anche arresto da 2 a 4 mesi, a seconda dei casi.

Nel dettaglio:

  • Per mancata Sorveglianza Sanitaria dove l’obbligo è espressamente previsto: multe da 2.192,00 a 4.384,00 euro, con importo raddoppiato se i Lavoratori coinvolti sono più di 5 e triplicato se sono più di 10.
  • Per mancata Sorveglianza Sanitaria in attività particolari (alta quota, sotterraneo, subacqueo, lavoro notturno, guida carrelli elevatori, trasporto merci o persone): arresto da 2 a 4 mesi oppure multa da 1.315,20 a 5.699,20 euro.
  • Se la Sorveglianza è attiva ma un Lavoratore giudicato “non idoneo” viene trovato a svolgere comunque la mansione: multa da 1.096,00 a 4.932,00 euro.

La visita come “sensore” della salute in azienda

In controluce, la Visita Medica del lavoro racconta una verità semplice: la Sicurezza non è solo prevenire incidenti, ma anche intercettare fragilità e rischi prima che diventino danno. La Sorveglianza Sanitaria — con i suoi appuntamenti periodici, le visite su richiesta, i controlli mirati in base alla mansione — è il “sensore” che misura nel tempo il rapporto tra persona e lavoro.

E forse la domanda giusta, per un’azienda, non è “siamo a posto con le scadenze?”, ma: abbiamo un sistema che tutela davvero le persone, rispetta i ruoli e agisce in tempo utile? Perché è lì, tra DVR, visite, idoneità e organizzazione, che la Medicina del Lavoro smette di essere burocrazia e diventa prevenzione reale.