L’ente cura gli interessi di 4mila soci su 10mila ettari di terreni
di Cristiana Vallarino
Non c’è pace per le Università Agrarie del territorio. Se a Civitavecchia si è arrivati addirittura all’arresto del presidente, a Tolfa si sono susseguite una raffica di dimissioni iniziate già oltre un anno fa. E adesso la Delegazione tolfetana si è sciolta.
L’Agraria tolfetana riunisce 4mila soci che eleggono in loro rappresentanza 15 delegati, da cui si nomina il consiglio di amministrazione di 5 membri. Sono loro che, in buona sostanza, devono avere a cuore gli interessi di oltre 10mila ettari di terreni.
L’Università Agraria da ente di diritto pubblico è diventato di diritto privato e quindi deve stabilire uno statuto che costituisce la cornice entro la quale vanno indicate le norme, le regole da seguire per la propria attività.
L’epilogo della vicenda tolfetana risale al primo aprile quando alla presenza di solo 3 Delegati, si è preso atto delle dimissioni di 5 Delegati e quindi della necessità di procedere allo scioglimento dell’Assemblea della Delegazione della Università Agraria.
Una cosa che forse si poteva evitare, dato che il 15 febbraio 6 Delegati sugli 11 costituenti la Delegazione avevano chiesto l’immediata convocazione del’Assemblea dei Delegati per tre motivi: 1. per la sostituzione dei componenti mancanti nel CdA che a norma di statuto deve avvenire “nel più breve tempo possibile”; 2. la redazione ed approvazione dei Regolamenti previsti dallo Statuto già a suo tempo richiesti e messi all’OdG della Delegazione del 17 settembre 2021, non discussa e mai più riproposta; 3. soprattutto essere messi a conoscenza sia dei programmi della gestione colturale che della situazione finanziaria dell’Ente, cose previsti sempre dallo statuto, ma mai portati in discussione nella Delegazione.
La lettera a firma di Felice Tidei, Italo Ciambella (vice presidente dimissionario), Giuseppe Morra, Mauro Maranini, Antonio Franchi, Giuseppe Ricotta faceva poi una disamina della situazione e dei relativi rischi per la gestione dell’Ente che, scrivevano i sei delegati, “poteva considerarsi come una semplice gestione ordinaria dell’esistente senza programmazione di sviluppi futuri e senza pensare ad innovazioni tali da ampliare la possibilità di sviluppo del vasto territorio dell’Ente, obiettivi che potevano comportare incrementi occupazionali sia dell’Ente che della popolazione tolfetana (si potevano ad esempio prevedere progettazioni di impianti per la coltivazione di olivi ed altre essenze arboree, adeguate utilizzazioni degli immobili dell’Ente che attualmente non rendono nulla e che vanno sempre più deteriorandosi, modalità diverse sull’uso dei terreni)”.
Nella lettera ai consideravano infine le possibili difficoltà dell’Ente derivanti in parte dall’annullamento dei contributi della Regione Lazio, dalla probabile riduzione degli aiuti comunitari (PAC), dalla difficoltà che sempre più insorgono per il taglio dei boschi.
Tali motivazioni sono state illustrate nella riunione con il Presidente Vincenzo Spanò il quale solo dopo 1 mese e mezzo ha convocato la Delegazione con all’ordine del giorno la sostituzione dei componenti dimissionari del CdA e la presa d’atto delle dimissioni dei 5 Delegati, dichiarando quindi lo scioglimento dell’Assemblea della Delegazione degli utenti.
A questo punto, per il bene di tutta la comunità del paese collinare, si auspica che siano presto indette le votazioni per eleggere i nuovi componenti della Delegazione dell’Università Agraria.
