Un ragazzo disabile e l'autista Atac: il viaggio insieme. La madre del giovane: "Da oggi mio figlio si sentirà meno solo nel suo quartiere" - Terzo Binario News

di Claudio Bellumori

“Egregio Presidente sono la mamma di Mario, adulto con grave disabilità motoria e mentale. Rappresento in qualità di Presidente la Onlus Oltre lo Sguardo – percorsi protetti davanti a noi. Le scrivo per complimentarmi con un vostro autista, Massimiliano (non conosco il cognome). Ieri sera era di turno sul 310, che fa capolinea a piazza Vescovio (siamo saliti a bordo alle 21,30 e sappiamo che il turno dell’autista terminava alle 24)”. È iniziata così la lettera di Elena Improta, ex consigliera del Municipio II, figlia dell’ex prefetto di Napoli, Umberto Improta e personaggio in prima fila nella lotta al Terrorismo. Destinatario della missiva è stato Paolo Simioni, numero uno di Atac.

Improta da sempre è in lotta per i diritti di Mario e delle famiglie dove sono presenti casi di gravi disabilità. Ha scritto un libro – Ordinaria diversità, diario di una figlia, moglie, madre – e si è anche incatenata davanti alla Regione. Una donna battagliera, che ha confessato quanto accaduto nella serata di domenica 18 agosto. Protagonista il conducente del bus Atac, il quale ha dimostrato “sensibilità e disponibilità nei confronti di mio figlio che, pur non potendo parlare, mostrava desiderio di comunicare con l’autista e condividere questa esperienza di trasporto – per gioco e non per necessità – da un capolinea all’altro e ritorno”.

“Mario a novembre compirà 30 anni – ha ricordato Improta – le assicuro che quasi mai abbiamo incontrato personale così comprensivo e paziente. 
Spero che lei possa ringraziarlo per il dono unico che ha fatto a Mario: farlo sentire normale, coinvolgendolo con grande – oserei dire – affetto e simpatia. Quanto accaduto ieri vale per me e per Mario più di 10 ore di fisioterapia e assistenza specializzata, le assicuro“.

“Sarebbe importante poter attivare degli incontri mirati con gli autisti per sensibilizzarli a questi incontri speciali – ha insistito – non vogliamo insegnare nulla a nessuno, vorremmo semplicemente ascoltare i loro vissuti a bordo, in caso di presenza di persone con disabilità e confrontarci con loro per superare il pregiudizio e la percezione di inadeguatezza, che fa sentire chi ha una disabilità rifiutato, non accolto”.

“Non so se mai si potrà avverare questo progetto – ha terminato Elena Improta – tuttavia resta importante l’esperienza di Massimiliano e Mario, che da oggi sono amici e Mario si sentirà nel suo quartiere meno solo. Ed anche io. Con stima”.

Per la cronaca, la risposta di Simioni c’è stata: “Troppo spesso la categoria degli autisti viene ingiustamente attaccata dai media. E per questo la sua segnalazione e’ ancora più gradita”.

Pubblicato lunedì, 19 Agosto 2019 @ 15:56:09     © RIPRODUZIONE RISERVATA