Sulla Fl5 nel post Covid si viaggia comodamente - Terzo Binario News

Il racconto di Elisa Fagioli, del Comitato Pendolari

Come si viaggia sulla Fl5 in periodo di post Covid? Comodi, in ordine e protetti dalle forze dell’ordine. Sembra un sogno e invece è la realtà che i pendolari vivono in questi giorni. Una sorta di giardino dell’Eden del viaggio verso a casa e il lavoro che durerà lo stretto necessario per tornare alla normalità.

Intanto alla stazione di Civitavecchia per chi sale c’è un controllo della Polfer, presente costantemente sui binari. Poi si sale a bordo con il racconto di Elisa Fagioli, una del membri del Comitato Pendolari Fl5 e viaggiatrice storica, che spiega cosa stia succedendo in questi giorni così insoliti. “Per lavoro scendo a San Pietro e nel tragitto sul convoglio sembra di essere durante un giorno di agosto o di sciopero>.

Ma come di sciopero? Non sono queste le fasi di maggior caos? Per l’esperienza di Elisa, no: “Non solo i treni viaggiano regolari, ma nelle fasce protette non ne salta uno. I viaggiatori, temendo guai, vanno a Roma in auto e allora ecco che non ci sono sovraffollamento, nervosismi, isterie e litigi. Proprio come adesso>.

E allora ecco come si viaggia adesso: <Intanto il distanziamento è garantito anche negli orari di punta. Soprattutto verso la Capitale spesso gli scompartimenti sono semivuoti ma c’è una spiegazione. Trenitalia ha rimesso sui binari un’offerta quasi a regime e quindi la distribuzione dei flussi è diluita. A bordo, c’è spazio per tutti, le distanze sono rispettate senza problemi e chi viaggia indossa regolarmente guanti e mascherina>.

L’altra novità legata ai treni regionali è quella dei dispenser. I dosatori sono stati posizionati nei pressi delle porte e distribuiscono igienizzante per le mani. “Confesso di non averli notati subito perché non si trovano accanto alle porte ma all’inizio dei corridoi. Tuttavia ci sono pressoché dappertutto>.

Poi si scende nella stazione della Basilica, e la sensazione di essere in piena Fase 2 si avverte ovunque: “Per esempio alcune scale sono chiuse, dove ogni tanto la calca si forma, e le panchine inibite alla seduta. La presenza delle forze dell’ordine è più che mai tangibile. Pattuglie di Esercito e Polizia presidiano lo scalo e lì al capolinea del bus 64 il controllo è ferreo: raggiunto il limite di persone, non sale più nessuno>. Ultima osservazione, le informazioni: “Spiegano tutto sia a bordo che sui binari, non si può non sapere come comportarsi> la conclusione di Elisa Fagioli.

Pubblicato sabato, 9 Maggio 2020 @ 06:00:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA