“All’incontro al Campidoglio con i Sindacati sulla situazione rifiuti, abbiamo sottoscritto la proposta di Roma Capitale di avviare una Cabina di regia permanente per la riorganizzazione del servizio di pulizia e il decoro della città”. Ad annunciarlo il Commissario, Giancarlo Serafini, e il Coordinatore regionale, Alessandro Bonfigli, della Uiltrasporti Lazio, che aggiungono:
“Abbiamo anche chiesto chiarezza sulla linea di indirizzo di Ama, che non può essere a vista, e ci è stato garantito che verrà costituito un tavolo permanente a questo scopo, che si occuperà direttamente di grandi temi e macro aree, per il completo recupero della operatività aziendale e delle professionalità esercitate sul campo e non sulla carta.
“Abbiamo ribadito – spiegano i due sindacalisti – che è necessario un nuovo sistema di Relazioni industriali, che elimini i tavoli separati e segua regole chiare, così come una politica di prevenzione, finora mancata e che ha determinato la grave emergenza igienico-sanitaria della capitale, che parta innanzi tutto dalla reintroduzione degli operatori ecologici per la pulizia delle vie cittadine e il lavaggio ed igienizzazione dei contenitori stradali e dei bidoncini.
“Infine, occorre aumentare sensibilmente l’organico degli agenti accertatori, attualmente ridotto a 38 unità, per tutti i municipi romani, che contano un minimo di 186 mila fino a un massimo di 307 mila abitanti.
“Non ci soddisfa, invece, la soluzione di rotazione di tutti i capi intermedi pubblici ufficiali, perché non coinvolge tutti i ruoli, quali capi area, funzionari, quadri, capi officina, tot, capi operai, capi autorimessa e direttori, e resta la grave carenza di impiegati amministrativi nelle sedi municipali Ama, tamponata dai capi zona e autofficina, sottratti in tal modo dalle attività di controllo e presidio del territorio.
“Ai cittadini devono essere date indicazioni chiare e certe sulle regole da adottare, compatibili con i tempi del servizio di rimozione rifiuti e pulizia delle strade, da sostenere con controlli adeguati. Ai lavoratori, invece, occorre una politica aziendale diversa, che riconosca non solo a parole ma anche economicamente gli sforzi dei 3.000 lavoratori idonei a tutti i servizi su in organico di 8.000 unità, che stanno svolgendo un lavoro massacrante e non pianificato.
“Restiamo convinti che in questa emergenza occorra un alto senso di responsabilità, che faccia prevalere l’unità sulla divisione, perché il bene comune è responsabilità di tutti.
