Apprendiamo dalla stampa locale (http://www.terzobinario.it/ladispoli-piazza-grande-comune-sfrutta-silentium-della-regione-ed-approva/92196) di una determina dirigenziale dell’ Architetto Junior Carlo Passerini, dalla quale si apprende: “approvazione in variante allo strumento urbanistico del programma integrato di interventi per la riqualificazione urbanistica di un’area interna al perimetro urbano in via delle magnolie (ex campo sportivo) presentato dalla soc. piazza grande” – presa d’atto “per silentium”; sembrerebbe una determina stranamente e frettolosamente tempestiva.
Al riguardo c’è da augurarsi come prescrive l’ Autorità dell’anticorruzione che il Funzionario abbia rispettato la cronologicità delle pratiche, cioè che non avesse altre pratiche pendenti e urgenti da trattare.
Vorrei ricordare che sulla questione, all’epoca dei fatti, ci fu grande partecipazione e nella maggior parte dei casi, i cittadini erano contrari al progetto integrato.
Vi rammentiamo che il consiglio comunale approvò il progetto (circa un anno fa, nel mese di luglio) in totale assenza di una “vera” opposizione: due consiglieri, Grando e Asciutto, si astennero dal voto; Penge e Ruscito risultavano assenti.
Nel frattempo il Sindaco Paliotta e i suoi seguaci, con il PD in testa, annunciavano un “finto” referendum e a nulla valse la segnalazione del Comitato per la legalità che denunciava la mancanza di validità della consultazione, con lo scopo di avere anche l’appoggio dei cittadini.
Il segretario del PD cittadino, Andrea Zonetti, insieme ai suoi compagni di partito iniziarono immediatamente la battaglia sul referendum, a favore del “SI”, sostenendo che fosse giusto attuare il progetto presentato dalla società “Piazza Grande” (parenti dei consiglieri Ruscito e Penge) previsto nel piano integrato di riqualificazione dell’ “ex campo sportivo”, il tutto in assenza di una VAS e in quella circostanza riuscirono ad ottenere persino un inopportuno avallo da parte del parroco.
Il PD, solitamente silente su ogni questione sociale, questa volta invece dimostrava particolare impegno: ricordiamo che il volantinaggio “porta a porta”, guidato con tenacia dal suo segretario cittadino, fu fatto in maniera capillare in tutto il quartiere del campo sportivo (il solo coinvolto nella consultazione con l’esclusione del resto della città, con se per gli altri cittadini non fosse importante partecipare!)
Io stesso ricevetti, in tempi diversi, un doppio volantino con acclusa un’accorata lettera del redivivo PD.
Insomma, un partito di tutto rispetto, con tutte le sue armate al completo in assetto di guerra, come siamo abituati a vederli in campagna elettorale. Quindi, un PD schierato in maniera inconfutabile.
Cadde nella trappola del referendum anche un “movimento”, nonostante i nostri inviti all’astensione in quanto la consultazione, non essendo stata regolamentata, in ogni caso non sarebbe stata vincolante. Un “movimento” che si è candidato alla guida della città per riflesso nazionale, non certo per meriti locali… .
Noi del “Progetto Legalità – Ladispoli città” chiedevamo di non partecipare al referendum perché avevamo già compreso qual era l’inganno che Paliotta e i suoi seguaci nascondevano: il referendum cittadino, qualsiasi risultato avesse ottenuto, NON SAREBBE STATO VALIDO! Avete capito bene, non aveva alcun valore! Se non per mascherare quello che si stava facendo.
Lo Statuto comunale è privo dell’istituto referendario.
Ancora una volta il Sindaco Paliotta e la sua maggioranza, PD in testa, hanno raggirato i cittadini di Ladispoli in maniera consapevole.
A questo punto rivolgiamo alcune domande all’amministrazione Paliotta e ai suoi sostenitori:
il silenzio della Regione è “consapevole” o “inconsapevole”?
il Sindaco Paliotta e il PD hanno informato il Presidente della Regione Zingaretti che, del caso, nel frattempo se ne starebbe occupando la Guardia di Finanza che ha sequestrato in comune gli incartamenti relativi al procedimento?
l’amministrazione Paliotta e il PD che fretta hanno di procedere? Non sarebbe opportuno attendere che la GdF termini il suo lavoro e che si faccia chiarezza sulla vicenda?
Se a queste domande non riceveremo delle risposte, d’interesse per la cittadinanza di Ladispoli, faremo ulteriori passi che la legge in questi casi consente.
Giuseppe Corbo
Progetto Legalità – Ladispoli città

