Emergenza arsenico. Tanta confusione per nascondere il vuoto della politica • Terzo Binario News

Emergenza arsenico. Tanta confusione per nascondere il vuoto della politica

Apr 13, 2013 | Bracciano, Cerveteri, Ladispoli, Tolfa

acquaIl problema arsenico sembra essere piombato ieri sul tavolo del Ministero della Salute, invece è un problema noto da anni sui quali la politica ha fatto uno dei fiaschi più silenziosi e clamorosi. Ieri sono stati resi noti dall’Istituto Superiore di Sanità dei dati allarmanti rilevati sulle popolazioni coinvolte dal problema. Questi dati, che verranno pubblicati integralmente nei prossimi giorni, mostrano che la concentrazione di arsenico nell’organismo dei cittadini e delle zone interessate è almeno il doppio del normale e la concentrazione è ancora maggiore nei bambini.

Oltre a diversi comuni del Viterbese sono coinvolti nella provincia di Roma alcuni comuni della zona dei Castelli e del lago di Bracciano. Nemmeno la zona costiera è però immune al problema. La presenza di arsenico ha origini legate ai minerali presenti in queste zone, tutte di origini vulcaniche.

Prima di addentrarci nei dettagli è bene fare un pò di cronistoria. Da anni è chiaro che la soglia di concentrazione di arsenico che mantiene ragionevolmente basso il rischio tumori è sotto i 10 microgrammi/l. Dal 2003-2009 è stata la Regione a derogare con dei Piani attuativi che servivano a prendere provvedimenti sugli acquedotti interessati. Poco è stato fatto al punto che nel 2010 è stato il Ministero della Salute a chiedere una deroga alla Comunità Europea affinché i limiti di tolleranza restassero a 50 microgrammi/l. La Comunità Europea ha concesso questa deroga all’Italia. Potete leggere qui il testo della deroga. La deroga però non era a tempo indeterminato, ma con scadenza 31/12/2012. In questo lasso di tempo solo pochi comuni sono intervenuti sul problema e la Regione Lazio ha molto tentennato ad affrontare in maniera definitiva il problema. Dal 01/01/2013 quindi molti sindaci sono stati costretti ad emanare ordinanze nelle quali si dichiara non potabile l’acqua dei propri acquedotti. Problemi si hanno quindi a Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano.

A Cerveteri il problema invece sembra essere rientrato. Inizialmente il Sindaco Ciogli fu costretto ad emanare l’ordinanza di non potabilità nel maggio 2012. A seguito di interventi e dopo nuove analisi il Sindaco Pascucci ha potuto revocare l’ordinanza di non potabilità nel gennaio di quest’anno. A Ladispoli si sono registrati invece problemi solo nell’acquedotto delle FF.SS (vedi l’ordinanza del Sindaco Paliotta). Sul sito della ASL RM F sono presenti le ordinanze dei comuni interessati.

Sul tema arsenico è stata fatta molta disinformazione, utile per nascondere un problema che è stato procrastinato arrecando danni alla salute alla popolazione ed economici alle attività locali. Nella provincia di Viterbo ristoranti e locali che trattano alimenti si sono visti costretti ad acquistare piccoli impianti di depurazione spendendo migliaia di euro.